Le imprese del turismo pagano in ritardo, solo il 30% rispetta le scadenze con i fornitori
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Delle 70mila imprese italiane che operano nel turismo, solo il 30% è puntuale nei pagamenti ai fornitori. La maggior parte (il 59%) di alberghi, tour operator e agenzie di viaggio saldano le fatture con un mese di ritardo, e un ulteriore 11% va oltre i 30 giorni dopo la scadenza. I dati sono stati diffusi da Cribis D&B, società di business information del Gruppo CRIF, che ha studiato i comportamenti di pagamento delle aziende turistiche rilevandone lo stato di difficoltà anche solo rispetto a qualche anno fa: nel 2010 a saldare i conti con puntualità era il 57% delle imprese, quasi il doppio di quelle attuali.

“I tempi dei pagamenti sono uno degli indicatori dello stato di salute delle imprese” commenta Marco Preti, amministratore delegato di Cribis D&B, “e le performance delle aziende turistiche sono inferiori a quelle della media italiana, dove la puntualità è al 35%. Anche se in termini di ritardi gravi, cioè quelli oltre i 30 giorni che pregiudicano la solidità finanziaria e la liquidità del fornitore, la situazione è meno grave rispetto ad altri settori. I ritardi gravi sono infatti l’11%, contro una media nazionale del 13,8%. Il turismo è quindi un settore che sicuramente ha risentito della crisi, ma che ha saputo resistere”.

Tour operator e agenzie di viaggi sono le categorie che godono di migliore salute, con pagamenti puntuali nel 36% dei casi e solo un 6% di ritardi gravi. Più in difficoltà gli alberghi, che saldano alla scadenza solo nel 28% dei casi e che hanno un’incidenza di ritardo oltre il mese del 12,5%. In termini geografici, il record di puntualità va alle imprese del nord-est (42%) e a quelle del nord-ovest (37%); si peggiora al centro (32%) e soprattutto al sud e nelle isole, dove le imprese che pagano alla scadenza sono solo il 29%.

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