Boom del videomapping: aumentano progetti e fatturato, le proiezioni in 3D piacciono ai brand e portano indotto ai territori
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È la forma più avanzata di spettacolarizzazione tecnologica, e un format in ascesa per accompagnare gli eventi, in particolare quelli dedicati al grande pubblico che lo apprezza tanto quanto, e forse più, dei tradizionali fuochi d’artificio. Il videomapping, cioè la proiezione di immagini in 3D su grandi superfici – in genere facciate di edifici o monumenti – sta conoscendo un momento di affermazione, con fatturati e consensi in decisa crescita.

Lo conferma una ricerca commissionata da Panasonic (che produce i proiettori per il mapping) e condotta dall’inglese Installation Magazine, dalla quale emerge che un quarto delle aziende e dei professionisti che realizzano progetti di videomapping negli ultimi due anni ha incrementato il fatturato specifico di più del 50% e che la metà di questi lo ha incrementato del 100%. Il gradimento da parte del pubblico è elevatissimo: il 75% delle persone intervistate ha affermato di considerare positivamente il mapping in 3D come sostituto dei pur amatissimi fuochi d’artificio tradizionali.

Il format piace anche ai brand, e metà dei produttori e delle agenzie di eventi intervistate hanno confermato che il videomapping è percepito dai clienti come un format di spettacolarizzazione ad elevata performance, capace di differenziarsi da altre tecniche, di stupire il pubblico e di generare viralità quando condiviso dagli utenti sui social media.

Il videomapping è infine un generatore di indotto per i territori proprio in virtù dell’attrattiva che esercita su visitatori, i quali spesso pernottano, pranzano o cenano nelle destinazioni che ospitano gli spettacoli.

Fra i più recenti grandi eventi di videomapping, quello realizzato (con proiettori Panasonic) sul Colosseo: 3 notti di proiezioni che a metà maggio hanno celebrato i 150 anni delle relazioni diplomatiche fra Italia e Giappone.

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