Le aziende verso la trasformazione digitale: i profili piu ricercati e le nuove esigenze di formazione
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È una ricerca, quella di professionalità specifiche nel digitale, che anche in Italia si fa sempre più serrata e che, nel pieno di una trasformazione che sta rivoluzionando modelli di business e modalità organizzative, investe tutte le funzioni aziendali. Dal marketing alla comunicazione, dalle risorse umane alle vendite, dalla customer care ai sistemi informativi, le imprese hanno fame di nuovi ruoli e nuove competenze che le aiutino nella transizione verso l’economia digitale.

Le professionalità più ricercate, e quelle che nel corso di quest’anno saranno inserite negli organici delle aziende italiane, emergono dall’Osservatorio HR Innovation Practice della School of Management del Politecnico di Milano, ricerca che si focalizza sulle nuove sfide per gli uffici risorse umane, fra cui, appunto, quella del reclutamento delle nuove figure digital.

L’Osservatorio indica che la figura più ricercata (dal 22% dei responsabili risorse umane) è quella del digital marketing manager, che coordina tutte le attività di marketing digitale dell’azienda; il 20% delle imprese ricerca invece i social media recruiting specialist, cioè coloro che in ambito risorse umane ricercano e selezionano nuovo personale attraverso i canali social. Ancora in ambito marketing, il 18% degli uffici risorse umane prevede di inserire in organico un social media manager, figura che gestisce la comunicazione dell’azienda sui social, e il 16% ricerca technology marketing officer, cioè persone con competenze sia di marketing sia tecnologiche.

Ma le digital skill sono richieste anche in altri ambiti di operazioni: per esempio, cominciano a fare capolino le figure del digital workspace manager, il cui compito è gestire gli spazi di lavoro in modo flessibile (per implementare l’ormai famoso smart working) attraverso l’uso delle tecnologie digitali, e del digital learning specialist, figura che progetta, gestisce e monitora i percorsi e le piattaforme per la formazione digitale.

La modalità prevalente con cui le figure del digitale vengono inserite nei vari ruoli è ancora lo sviluppo interno, che le aziende preferiscono alla ricerca esterna a causa della difficoltà di reperire le professionalità adatte sul mercato. E lo sviluppo interno – sui temi del digitale ma non solo – richiede formazione, altro ambito che si sta gradualmente “digitalizzando”: se la formazione tradizionale in aula è ancora quella più utilizzata (su 5 giornate annuali di media per addetto, 3,32 sono in aula), sta aumentando l’interesse per il digital learning, ritenuto dal 75% delle aziende più rilevante (benché vi si investa solo il 12% del budget per la formazione) perché consente di venire incontro alle necessità di aggiornamento continuo con modalità compatibili con le esigenze lavorative.

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