Il fascino del viaggio di lavoro: per il 95% degli italiani la trasferta è un valore aggiunto personale e professionale
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Il viaggio di lavoro come valore professionale e opportunità di arricchimento personale: agli italiani l’idea di andare all’estero per conto della propria azienda piace molto, tanto da fare passare in secondo piano i disagi che le trasferte possono comportare per la loro vita personale. E il fascino della missione internazionale è significativamente superiore in Italia rispetto alla media europea e perfino a quella globale.

Attualmente, dice il Workmonitor di Randstad relativo al primo trimestre 2016, a considerare il viaggio d’affari un valore aggiunto è il 95% dei dipendenti intervistati (contro una media globale dell’88%), e a volere un lavoro che li porti fuori dai confini nazionali è il 73%, a fronte di una media europea del 48%; a prendere in considerazione anche gli aspetti disagevoli del viaggio è invece il 67%, percentuale superiore di 15 punti al resto del mondo.

Secondo l’indagine il 32% dei dipendenti italiani ha oggi un lavoro che include viaggi internazionali, più della media globale (28%), seppur lontano dai livelli di India e Grecia, dove l'abitudine alle trasferte riguarda oltre metà dei lavoratori. In generale il fascino della trasferta appare più diffuso in America Latina e Asia, seguite dal Sud Europa. Più moderato invece è l'entusiasmo nelle altre aree europee, dove gli intervistati si dichiarano nettamente meno propensi a spostarsi.

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