Classifica ICCA: Berlino prima per numero di congressi ospitati, Roma è fra le prime 20, emergono le destinazioni "minori"
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Sono i dati più attesi dal settore congressuale quelli che ICCA, l'International Congress and Convention Association, ha pubblicato ieri con la classifica di città e paesi che hanno ospitato il maggior numero di congressi associativi internazionali. E il nuovo ranking rivela pochi cambiamenti nelle performance delle destinazioni: per quanto riguarda le città, Berlino è la nuova numero uno, Parigi perde una posizione e scende al secondo posto, Barcellona guadagna il terzo posto e Vienna perde due posizioni e si ritrova quarta, seguita da Londra e Madrid, quinte a pari merito. A livello di paesi, Stati Uniti primi e Germania seconda come l’anno scorso, mentre in terza posizione sale il Regno Unito che sorpassa la Spagna, ora quarta. La Francia è ancora quinta e l’Italia stabile al sesto posto. Nessuna grande novità, quindi: pur con qualche cambio di posizione, le città e i paesi che figurano nella top ten sono pressoché gli stessi dello scorso anno.

Il mercato è in crescita
La classifica è relativa al 2015 e considera i congressi associativi internazionali che hanno più di 50 partecipanti e sono soggetti al principio della rotazione delle destinazioni fra almeno 3 diversi paesi: il numero di congressi identificati per l’anno 2015, specifica ICCA, è superiore di 541 unità rispetto all’anno precedente, per un totale di 12.076 eventi inclusi nel ranking che confermano un trend di mercato incrementale.

Roma unica italiana fra le prime 20
Poche variazioni anche nelle posizioni seguenti: fra la città, Singapore mantiene il settimo posto, seguita da Istanbul, Lisbona e Copenhagen, tutte e tre in ascesa. Escono dal vertice del ranking Praga e Amsterdam, che scendono, rispettivamente, all’11° e 12° posto. Unica città italiana fra le prime 20 è Roma, che con 99 congressi internazionali ospitati lo scorso anno sale di una posizione e si classifica 17°. Chiudono la top 20 Pechino, che ha perso 5 posizioni, e Budapest, che ne ha perse 3.

L'ascesa delle destinazioni "minori"
E in effetti, spiega ICCA, quest’anno le città che hanno avuto maggior successo sono quelle che sono riuscite a perdere meno congressi o a crescere di poco. Berlino, la nuova numero uno, ha registrato solo 2 congressi in più dell’anno scorso (195 in totale); Parigi ne ha persi 28, Vienna 24 e Madrid 29. Barcellona ne ha guadagnati solo 2 e Londra solo 5. A fronte comunque di un maggior numero di congressi identificati, significa che il trend di mercato è stato quello di una maggiore distribuzione degli eventi su più destinazioni e che le città “minori” hanno acquisito competitività e attraggono numeri più elevati di congressi associativi.

La classifica dei paesi
Anche a livello di paesi i cambiamenti sono poco sostanziali: dopo Francia e Italia, Giappone e Cina sono stabili al settimo e ottavo posto; l’Olanda si affianca alla Cina come ottava a pari merito e il Canada entra nella top ten in decima posizione. Se si considerano i primi 20 paesi, l’unica new entry è la Danimarca, al 19° posto, che rimpiazza l’Argentina uscita dalla fascia alta della classifica. Il paese al vertice che ha registrato il maggiore incremento del numero di congressi sono gli Stati Uniti, che nel 2015 ne hanno ospitati 94 più dell’anno precedente, seguiti dall’Italia, che ne ha ospitati 52 in più, e poi dal Regno Unito, che ne ha guadagnati 39. La Germania è a +8, mentre Spagna e Francia ne hanno persi, rispettivamente, 6 e 11.

Caratteristiche e limiti della classifica
La classifica ICCA è considerata un benchmark nel settore congressuale, il quale misura il successo di paesi e città basandosi sul loro posizionamento in questo specifico ranking. A ben vedere, però, i dati non hanno validità statistica assoluta perché caratteristica (e limite) della classifica ICCA è quella di misurare un solo segmento di mercato (quello dei congressi associativi internazionali), di adottare criteri molto stringenti per ammettere i congressi nel computo e di dipendere in gran parte dalle segnalazioni di strutture e destinazioni ospitanti.

Le destinazioni tradizionali corrono ai ripari
Tuttavia, questo sì, la classifica misura la performance “relativa” delle destinazioni e indica i trend di mercato. “Benché sia sempre rischioso trarre conclusioni dai dati di un solo anno”, commenta il presidente di ICCA Martin Sirk, “sembra però che il trend sia quello di una competizione più serrata fra le destinazioni che insidia il primato delle tradizionali leader di mercato. E il mercato", continua Sirk, "ci riferisce che molte di queste grandi destinazioni stanno correndo ai ripari creando congressi internazionali propri – esclusi dal nostro computo perché non sono a rotazione – che affiancano alle candidature tradizionali".

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