Le competenze digitali più richieste dal mercato: come cambierà il fabbisogno nei prossimi 3 anni
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Le più richieste dalle aziende sono attualmente quelle legate alla sicurezza e alla privacy, ma nei prossimi 3 anni lo scenario del fabbisogno di competenze digitali potrebbe essere molto diverso: la rivoluzione digitale, che è entrata in tutti i settori toccando tutti gli aspetti della vita delle imprese, è un fenomeno in rapida evoluzione e richiede un costante adattamento. E le imprese, da parte loro, sono per la maggior parte ancora non del tutto preparate a farvi fronte, tanto che il 94% riconosce l’esistenza di un gap digitale – più o meno accentuato – al proprio interno.

Le ragioni del gap digitale
Il tema emerge dal report The Quest for Digital Skills che l’Economist Intelligence Unit ha prodotto intervistando executive di aziende europee e americane, i quali indicano diverse cause alla base del proprio gap digitale: la difficoltà di reperire sul mercato personale con competenze adeguate, l’opposizione interna a creare nuove posizioni di lavoro legate al digitale, la mancanza di chiarezza su chi, all’interno dell’azienda, deve avere la responsabilità di selezionare e acquisire nuovo personale con competenze specifiche. Il timore, dice il report, è anche quello che i professionisti del digitale, soprattutto i giovani, non siano interessati a lavorare in aziende che operano in settori tradizionali.

Le priorità digitali di oggi e quelle di domani
In ambito digitale le aziende oggi richiedono soprattutto competenze legate alla sicurezza dei siti e delle reti, allo sviluppo di siti web e di applicazioni per mobile, al digital marketing e allo sviluppo di software. Ma fra 3 anni le priorità saranno altre, e le competenze di cui avranno più bisogno saranno in primo luogo quelle di analisi dei big data, perché i dati digitali saranno sempre più la chiave per “leggere” il mercato e i comportamenti dei consumatori. Mentre l’urgenza sul tema della sicurezza si attenuerà, la richiesta di competenze per lo sviluppo di siti e applicazioni per mobile rimarrà elevata, e in parallelo aumenterà anche la richiesta di competenze in due ulteriori ambiti: quello della definizione delle strategie digitali e dei nuovi modelli di business a esse legate e quello dello sviluppo “intelligente” di nuovi prodotti.

Ogni settore richiede competenze digitali specifiche
Anche nel colmare il gap digitale ogni settore ha le proprie priorità, dice l’Economist. La grande distribuzione, per esempio, è interessata allo sviluppo di web e mobile e allo sviluppo di nuovi prodotti (personalizzati) per offrire ai consumatori una molteplicità di piattaforme su cui acquistare. Il settore dei servizi finanziari e delle banche continuerà a puntare sulla sicurezza di siti e reti, mentre il manifatturiero, che persegue l’efficienza nella produzione, sarà focalizzato soprattutto sull’analisi dei big data.

I nuovi modelli di acquisizione di competenze digitali
Per sopperire al bisogno di competenze digitali le aziende hanno cominciato a muoversi su diversi fronti. Attualmente il 55% fa formazione digitale al proprio personale e il 47% si orienta verso l’esternalizzazione delle funzioni digitali, ma stanno emergendo nuove tendenze destinate a consolidarsi: partnership con società di tecnologia, apertura di nuove sedi dove c’è maggiore disponibilità di forza lavoro con competenze digitali, acquisizioni di società per rilevarne non tanto il business, quanto le competenze digitali dei dipendenti. E a questi modelli alternativi di crescita digitale si aggiunge quello del crowdsourcing, tipico dell’ecosistema social: l’84% delle aziende è pronto a usare LinkedIn per ricercare, con il contributo della propria community di riferimento, nuove soluzioni per le proprie esigenze digitali.

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