Le aziende con i migliori siti web: 3 italiane prime in Europa per buona comunicazione corporate sul digitale
A
Con un 16% di bocciate, un 59% di “rimandate” e solo un 25% di promosse, le 500 maggiori aziende europee per capitalizzazione risultano complessivamente ancora poco efficaci nella comunicazione online e nell’utilizzo del principale strumento di dialogo digitale che hanno a disposizione, cioè il proprio sito web istituzionale. In un’arena di competizione globale, una comunicazione corporate di qualità è quella offre contenuti in linea con le aspettative dei diversi stakeholder – investitori, analisti, media, potenziali candidati a ricoprirvi posizioni di lavoro, consumatori. E sebbene il livello complessivo della comunicazione online sia migliorato, le aziende europee faticano ancora ad adeguare i propri siti alle nuove esigenze di informazione da parte del mercato.

I fondamentali della comunicazione corporate sul web
A dirlo è il Webranking Europe 2016, la ricerca condotta annualmente da Comprend (in collaborazione con Lundquist) che valuta i siti internet corporate non tanto dal punto di vista del marketing di prodotti o servizi, quanto piuttosto della completezza, accessibilità e chiarezza delle informazioni sulla propria struttura, organizzazione e governance: opinione pubblica e investitori vogliono oggi essere convinti della proposta espressa dall’azienda e informati sulle strategie per garantirne il futuro successo; consumatori e potenziali dipendenti vogliono conoscere l’azienda, sapere come si pone riguardo ai temi etici del lavoro e della sostenibilità, capire quali valori incarna. Fare buona comunicazione corporate digitale, dice lo studio, significa aprire l’azienda a un dialogo trasparente per migliorarne e potenziarne la reputazione.

Le migliori in Europa e le performance dell'Italia
Le aziende che quest’anno guadagnano il podio europeo dei migliori siti web istituzionali sono tutte italiane: Eni al primo posto, Telecom Italia al secondo e Snam al terzo. Seguono Wärtsilä, azienda finlandese attiva nel settore dell'energia, e la società svedese Skanska. L’italiana Generali conquista il sesto posto con un balzo di 23 posizioni rispetto allo scorso anno, seguita ancora da Fortum (Finlandia), Swedish Match (Svezia), SCA (Svezia) e Bayer (Germania). Le altre italiane nella classifica delle top 50 sono Pirelli (14°), Terna (25°) e Unicredit (45°). Delle 26 aziende italiane incluse nell’indagine, informa Comprend, quest’anno il 50% ha passato il “test di qualità”, superando la media europea del 25%. Fra quelle che non l’hanno passato, il 35% è stato rimandato e il 15% è stato bocciato perché non fornisce sul proprio sito web le informazioni minime richieste dal mercato.

Punti di forza e debolezza della comunicazione corporate italiana
Le aziende italiane, evidenzia la ricerca, sono efficaci nel mettere a disposizione sul proprio sito informazioni e dati del passato – come risultati finanziari, performance azionarie, governance – ma si mostrano meno capaci di comunicare una visione futura per attirare capitali anche dall’estero. Il 58% racconta la propria strategia di business, ma solo il 28% presenta gli obiettivi finanziari e solo il 10% racconta l'investment story sul proprio sito. Anche sul fronte del racconto delle proprie iniziative di responsabilità sociale le aziende italiane sono deboli: solo il 55% presenta un bilancio di sostenibilità, a fronte del 73% di media europea.

I settori più trasparenti
A livello europeo, le aziende del settore chimico risultano essere in cima alla classifica per completezza e trasparenza dell’informazione online, con BASF e Bayer in posizioni di vertice, e quelle del settore assicurativo si aggiudicano il secondo posto. Nonostante un miglioramento del punteggio rispetto all’anno scorso, tra i settori con i risultati più deboli ci sono di nuovo il commercio al dettaglio e le banche, mentre a chiudere la classifica è anche quest’anno il settore dei servizi finanziari.

Commenta su Facebook