Lavoro: per gli italiani il digitale è un’opportunità, ma l’interazione più efficace è l’incontro faccia a faccia
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Il crescente impatto che il digitale ha sul lavoro è considerato un’opportunità dal 90% degli italiani, che però si sentono poco preparati ed esprimono la necessità di più formazione per tenere il passo con i rapidi sviluppi della tecnologia. L’opportunità è quella di creare maggiore efficienza, di avere nuovi strumenti di comunicazione e collaborazione, di superare i vincoli che rendono onerose le attività quotidiane. Il risvolto della medaglia è però quello dell’inadeguatezza data dalla poca conoscenza degli strumenti informatici e del timore di ridurre le interazioni faccia a faccia con colleghi e clienti.

Il Workmonitor realizzato da Randstad in 34 paesi nel mondo indica che l’Italia, dove il 90% dei lavoratori è ben consapevole che la digitalizzazione ha oggi un maggiore impatto sul loro lavoro rispetto al passato, è al quarto posto nel mondo – dopo India, Messico e Cile – e al primo in Europa per atteggiamento positivo verso la tecnologia sul posto di lavoro, ma è altresì al terzo – dopo Malesia e India – per richiesta di formazione specifica.

“Dall’indagine emerge l’impegno di chi lavora nel voler conciliare pro e contro della tecnologia” commenta l’amministratore delegato di Randstad Italia Marco Ceresa. “Il senso di inadeguatezza che ne deriva è un segnale di vulnerabilità, ma anche un desiderio di apprendimento che le imprese e il mercato del lavoro devono raccogliere fornendo strumenti e formazione adeguata”.

La tecnologia offre opportunità di comunicazione e collaborazione a distanza, ma cambia la componente relazionale nel mondo del lavoro. E a questo proposito il 94% degli italiani ritiene che l’incontro faccia a faccia sia ancora la migliore modalità di interazione fra le persone, percentuale che conferisce all’Italia il primo posto fra i 34 paesi considerati nel valore attribuito all’interazione non mediata dai canali digitali.

Tanto che solo il 52% degli italiani (una delle percentuali più basse nel mondo) evidenzia che a causa della tecnologia le relazioni faccia a faccia con i contatti di lavoro si sono ridotte, e solo il 42% riscontra meno interazioni con i colleghi. Più in generale l'Italia è il paese che meno ritiene che la tecnologia disumanizzi la società: al contrario, il 65% degli italiani pensa sia in grado di creare una società più umana.

“L'approccio degli italiani verso il possibile conflitto con una tecnologia 'disumanizzante' è quello giusto” dice Ceresa. “Il digitale è un'opportunità ma non deve sostituire completamente la relazione faccia a faccia, così come, al contrario, la presenza fisica non può essere la regola in tutte le situazioni. Il giusto mix di innovazione tecnologica e relazioni tradizionali è in grado di garantire il necessario 'tocco umano' anche a interazioni che diventano sempre più digitali”.

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