La Cina supera gli Stati Uniti anche nella spesa per il business travel e investe in nuovi alberghi e aeroporti
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Cina batte Stati Uniti, questa volta nel business travel. Il Fondo Monetario Internazionale annunciava un anno fa che la Cina aveva superato gli Usa in potere d’acquisto diventando “ufficialmente” la maggiore economia del pianeta, e ora la Global Business Travel Association (GBTA) annuncia che la Cina ha superato gli Stati Uniti anche in spesa per il business travel. Per le trasferte dei propri dipendenti nel 2015 le aziende cinesi hanno speso 291,2 miliardi di dollari, contro i 290,2 delle omologhe americane.

La differenza ammonta a “solo” un miliardo di dollari, ma è destinata ad ampliarsi: per il 2016 le stime parlano infatti di una crescita della spesa cinese del 10,1% che la porterà entro fine anno a un totale di 320,7 miliardi di dollari, a fronte invece di un incremento della spesa americana previsto all’1,9% per un totale di 295,7 miliardi.

Tutto ciò nonostante l’economia cinese sia in una fase di rallentamento: le stime della stessa GBTA indicano che il Pil del paese crescerà del 6,4% nel 2016 e del 6,1% nel 2017, valori enormi per le economie occidentali, inclusa quella americana, ma decisamente moderati rispetto agli standard a due cifre cui la Cina aveva abituato il mondo negli ultimi anni. Gli investimenti in infrastrutture procedono però speditamente: la Cina sta andando avanti con il progetto di costruzione di 82 nuovi aeroporti e l’hotellerie è in rapido sviluppo, con il 70% di tutte le prossime aperture in Asia ascrivibili proprio al mercato cinese.

In Cina la spesa per i viaggi d’affari è ancora generata al 95% da viaggi di cinesi all’interno dei propri confini nazionali, e pertanto in parte risentirà delle politiche di compressione della crescita operate attualmente dal governo: se per il 2016 l'aumento di spesa previsto è del 10,1%, per il 2017 la Global Business Travel Association stima un 9,8%. Sarà la prima volta in questo millennio, sottolinea l’associazione, che l’incremento della spesa cinese per le trasferte di lavoro non raggiungerà le due cifre.

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