Lavoro, un’aziende italiana su due prevede assunzioni nei prossimi mesi: politiche retributive e competenze richieste nel 2016
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La crisi è finita? Parrebbe di sì, se non altro a giudicare dal livello di fiducia delle imprese, che in questo primo scorcio dell’anno sembrano più orientate a incrementare gli organici di quanto non lo siano state negli ultimi anni. La Salary Guide di Hays, indagine che la società di recruitment ha condotto su 240 aziende e 1.200 professionisti, indica infatti che in Italia ad avere pianificato l’assunzione di nuovo personale è la metà delle imprese, con ricerche che si focalizzano prevalentemente su profili tecnici o di middle management e in parte anche su figure con breve esperienza professionale, tirocinanti e apprendisti.

Merito forse anche del tanto discusso Jobs Act, dice Hays, visto che il il 59% delle imprese intervistate ha affermato di avere aumentato il personale assunto a tempo indeterminato nel 2015 proprio per effetto della riforma del lavoro e delle sue tre novità secondo loro più rilevanti: l’esenzione contributiva introdotta dalla legge di stabilità, il contratto a tutele crescenti e l’abolizione dell’obbligo di indicare la causale per le assunzioni a tempo determinato.

L’indagine rileva inoltre il crescente utilizzo dei social media per la selezione dei candidati a una posizione di lavoro. Il 52% delle imprese dichiara di controllarne i profili social: la maggior parte lo fa per averne una visione più completa della persona e in misura minore anche per accertarne le attitudini professionali attraverso la partecipazione a community, per individuare possibili incongruenze nelle esperienze di lavoro dichiarate e anche per sapere quali sono i suoi contatti professionali. Le informazioni “social” non sono tuttavia determinanti: l’84% delle imprese dichiara, infatti, di non aver escluso un candidato alla luce delle informazioni reperite sui suoi profili social.

In termini di politiche retributive, Hays segnala che per assicurarsi le risorse migliori l’84% delle aziende offre benefit di natura economica e non: più della metà riconosce un compenso variabile, che incide dal 10% al 50% sul totale dello stipendio ed è legato al raggiungimento di risultati individuali, di obiettivi aziendali, o alla valutazione delle performance individuali. Il 70% offre inoltre ai propri dipendenti benefit quali il telefono aziendale (91%), l’auto aziendale (77%), i rimborsi spese (54%) e l’assicurazione sanitaria (51%).

Infine le competenze richieste: in generale la maggior parte delle aziende cerca esperienza, titolo di studio e referenze, ma anche le lingue straniere. Oltre all’imprescindibile inglese anche una seconda lingua, preferibilmente il tedesco (22%), il francese (22%) o lo spagnolo (14%).

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