In Italia il turismo vale 171 miliardi di euro ma l’Enit ha solo 12 milioni per la promozione all’estero
A
Arrivano dagli Stati Generali del Turismo appena conclusi a Pietrarsa i dati aggiornati sulla dimensione del settore turistico e il suo impatto sull’economia del paese. Il MIBACT (Ministero dei beni culturali e del turismo) ha confermato uno scenario di crescita: nel 2015 gli arrivi internazionali sono aumentati del 3,2%, per un totale di 53,3 milioni di turisti che hanno speso in Italia 35,8 miliardi di euro, il 4,7% in più rispetto all’anno precedente.

La spesa dei visitatori internazionali costituisce il 7,2% dell’export nazionale: una percentuale rilevante per un paese come l’Italia, che ha una forte industria manufatturiera molto orientata all’esportazione, e in linea con quelle di altri paesi ad alto tasso di export come Francia (7,8%) e Regno Unito (7,4%).

La bilancia turistica italiana, emerge dai dati diffusi dal MIBACT, è la seconda in Europa per volume di attivo, con un surplus di 13,7 miliardi di euro inferiore solo a quello della Spagna (34 miliardi), ma superiore a quello di Grecia (11,4 miliardi), Portogallo (7,5) e Francia (4,9).

Il valore aggiunto complessivo generato dal turismo in Italia è pari a 171 miliardi di euro, che rappresenta con effetti diretti, indiretti e indotti l’11,8% del PIL nazionale e il 12,8% dell’occupazione con 3,1 milioni di unità di lavoro.

“I dati confermano quanto sia fondamentale per il paese investire nel turismo”, ha detto il ministro Dario Franceschini, "puntando soprattutto sullo sviluppo dell’offerta nel meridione, dove si trova gran parte del patrimonio culturale nazionale ma dove si reca meno del 15% dei turisti provenienti dall’estero”.

E sugli investimenti per promuovere il paese sui mercati internazionali è intervenuta Evelina Christillin, presidente dell’Enit, dichiarando per il 2016 il budget in dotazione all’Enit è di 27 milioni: 15 serviranno per fare funzionare l’Agenzia e i restanti 12 saranno impiegati per le attività di promozione su mercati selezionati.

Il piano è di partecipare a 10 fiere internazionali e di riorganizzare le sedi Enit all’estero, la cui dislocazione riflette secondo la Christillin il mercato degli anni ’90 e che invece dovrebbe rivolgersi in particolare a nuovi mercati emergenti, in primis Emirati, Cina e India.

Commenta su Facebook