Il business travel rallenta la crescita ma l’Italia è ottimista: 6 trend per la gestione dei viaggi d’affari nel 2016
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Percentuale di travel manager che prevede un incremento dei viaggi d'affari

La sensazione è quella di un rallentamento della crescita, anche se le previsioni dei diretti interessati non sono negative. È infatti solo il 19% dei travel manager internazionali a prevedere per il 2016 un calo del numero delle trasferte di lavoro ma, anche se piccola, è la più alta percentuale di pessimismo mai registrata dall’inizio della crisi del 2009. A prevedere il maggiore rallentamento sono i paesi BRIC, a eccezione dell’India, causa la decelerazione dell’economia cinese, la recessione di quelle di Brasile e Russia e la flessione dei prezzi delle materie prime. 
In controtendenza sul dato medio globale c’è l’Italia, dove il 39% dei travel manager, contro il 31% a livello internazionale, prevede invece un incremento del numero dei viaggi d’affari.

I dati sono quelli del Travel Management Study condotto da AirPlus su 850 responsabili delle trasferte aziendali di 24 paesi, secondo il quale quasi la metà dei travel manager nostrani ritiene che il clima economico non avrà effetti sulle trasferte di lavoro: a pensare che lo influenzerà negativamente è il 28%, mentre a essere convinto che l’attuale situazione economica avrà effetti positivi sui viaggi d’affari è il 25%. L’ottimismo italiano si rileva anche sul fronte delle previsioni di spesa: se i trend globali indicano un aumento della spesa superiore all’aumento del volume dei viaggi, in Italia il numero delle trasferte supererà quello della spesa per sostenerle.

A livello internazionale, il 41% delle aziende (il 28% in Italia) si aspetta un aumento della spesa per i viaggi d’affari, con incrementi dovuti anche ai maggiori costi per i servizi di viaggio e all’acquisto di servizi ancillari per garantire ai viaggiatori più comfort prima e durante il viaggio.
In generale, fra chi prevede aumenti di spesa, il 41% li lega i voli, il 35% agli alberghi e 18% ai treni. Proporzioni simili in Italia, dove il 30% di chi pensa che i costi di viaggio dei loro dipendenti aumenteranno ne attribuisce la causa ai voli, il 21% agli hotel e il 20% all’aumento della spesa ferroviaria.

Oltre a investigare le previsioni di flussi e di spesa, AirPlus ha voluto anche identificare i trend che, secondo i travel manager, avranno quest’anno un impatto sulle loro pratiche di gestione dei viaggi, rilevando che le aziende si sono ormai affacciate a quello scenario di innovazione digitale che continuerà a trainare il comparto nei prossimi anni. Ecco i 6 trend indicati dai travel manager.

Sicurezza dei dati
Indicata come trend dall’88% degli intervistati a livello globale, è dettata dalla necessità di far viaggiare le informazioni in modo sicuro durante le trasferte e, allo stesso tempo, di garantirsi la gestione sicura dei dati personali dei dipendenti da parte dei fornitori di servizi di viaggi.

Social media
L’87% degli intervistati considera i social media un trend per la propria azienda; la condivisione delle informazioni e delle esperienze è un aspetto importante anche per il viaggiatore d’affari, ma lo è altrettanto per il datore di lavoro, che può comunicare con il proprio dipendente in tempo reale.

Globalizzazione
Segnalata dall’85% degli intervistati, è il fenomeno che produce uno spostamento imponente di merci e persone nel mondo. Impatta direttamente sulla trasferte aziendali ed è probabilmente la ragione per cui molti travel manager si aspettano un aumento del numero di viaggi e quindi dei costi.

Mobilità sostenibile
È un trend rilevante per il 77% dei travel manager: negli ultimi anni è diventata un tema cui le aziende guardano con più attenzione perché chiamate a ridurre al minimo l’impatto dei viaggi sull’ambiente, massimizzando l’efficienza e i costi.

Big Data e sharing economy
Pur essendo considerati elementi tecnologici importanti sono riconosciuti trend rispettivamente dal 59 e dal 60% dei travel manager; il dato della sharing economy risente sicuramente del fatto che l’applicazione in ambito aziendale e business travel non è ancora sviluppata.

Pagamenti digitali
Pur essendo strumenti di pagamento relativamente giovani, mobile e virtual payment stanno guadagnando un riconoscimento sempre più ampio: il 61% dei travel manager afferma che hanno già prodotto effetti nel settore dei viaggi d’affari, contro l’11% che non ne comprende le potenzialità. In Italia, i pagamenti virtuali sono ritenuti un’evoluzione importante dall’88% degli intervistati e i pagamenti mobile sono riconosciuti come rilevanti dal 54%. E lo studio sottolinea che nel futuro del business travel i pagamenti digitali giocheranno un ruolo centrale, diventando sempre più mobile, virtuali e invisibili. Quanto più saranno facili da utilizzare e integrati nei processi di viaggio, tanto più la loro efficacia crescerà, anche in termini di gestione delle policy di viaggio aziendali.

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