Le aziende dove gli italiani vorrebbero lavorare: ecco perché piacciono
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Come fa un’azienda a entrare nel novero di quelle più desiderate come posto di lavoro? Occorre per prima cosa il pubblico ne conosca il brand e la realtà aziendale abbastanza da formarsi un’opinione in proposito. Poi è necessario che le opinioni siano positive, soprattutto negli ambiti ritenuti importanti per determinare la qualità di un posto di lavoro. Si chiama employer branding, ed è la capacità delle aziende di costruire la propria reputazione positiva comunicandola al mercato del lavoro per poter attrarre i talenti migliori e continuare a prosperare.

Ferrero è l'azienda più desiderata dagli italiani
In Italia l’azienda che sa farlo meglio è Ferrero, anche quest’anno prima fra le aziende che gli italiani reputano più attrattive come potenziale datore di lavoro. Seconda è Apple, terza Maserati. A dirlo è uno studio internazionale commissionato da Randstad che in Italia ha coinvolto 7mila persone secondo cui Ferrero piace, in particolare, per 4 ragioni: la sicurezza del posto di lavoro che garantisce, l’atmosfera di lavoro piacevole, il buon equilibrio tra vita professionale e privata che offre ai dipendenti, le attività di responsabilità sociale che intraprende. E il primato di posto di lavoro più desiderato è speculare a quello ottenuto da Ferrero come azienda italiana con la migliore reputazione a livello globale nell'indagine di Reputation Institute: la comunicazione genera reputazione la quale, a sua volta, genera desiderabilità.

Le attrattive di Apple e Maserati
L’appeal di Apple risiede invece nella sua buona situazione economica, nelle opportunità di carriera e formazione di qualità che offre ai dipendenti, nel suo essersi dotata di un management forte, nell’interesse dei contenuti di lavoro e nella competitività di stipendio e benefit. Maserati invece, pur non distinguendosi per fattori specifici, risulta percepita positivamente in tutti gli ambiti di attrattiva considerati.

Cosa rende attrattivo un posto di lavoro
Le ragioni per cui queste tre aziende piacciono riflettono le aspettative che gli italiani hanno verso il datore di lavoro e più in generale i fattori che considerano essere rilevanti per determinare la qualità di un posto di lavoro. Lo studio di Randstad indica infatti che per gli italiani i 3 aspetti più considerati (al netto delle specificità date dal genere, dall’età e dal livello di istruzione) sono lo stipendio e i benefit, la sicurezza del posto di lavoro e un contesto di lavoro piacevole. In seconda battuta ci sono l’equilibrio tra vita professionale e privata, le condizioni economiche dell'azienda, le opportunità di carriera, il contenuto del lavoro, la comodità nel raggiungere il posto di lavoro, le opportunità di formazione e la possibbilità di lavorare con modalità flessibili.

La divergenza fra domanda e offerta: mancano ascolto e comunicazione
Queste preferenze, dice Randstad, in Italia si sposano poco con l’effettiva offerta delle aziende. Se le persone cercano stipendio, sicurezza e buona atmosfera, le aziende italiane esprimono soprattutto management forte, solidità economica e lavori interessanti. Ciò non significa che le esigenze siano inconciliabili, ma che le aziende devono investire in employer branding, cioè comunicare meglio le proprie caratteristiche negli ambiti che ai potenziali talenti interessano di più.

Un nuovo fattore di appeal
Un tema emergente su cui si misura l’appeal di un’azienda è quello del lavoro flessibile e dello smart working. La ricerca indica che il 67% degli italiani sarebbe disponibile a un orario di lavoro più flessibile. Il 44% sceglierebbe la flessibilità nell’orario giornaliero, il 16% lavorerebbe più ore per avere la settimana corta e il 7% vorrebbe scegliere le giornate del riposo settimanale. Simile la percentuale di interesse per lo smart working: il 68% degli intervistati vorrebbe lavorare da casa: il 39% solo occasionalmente, il 19% per un numero fisso di giorni e il 10% ogni giorno. Non ci sono differenze significative tra uomini e donne, mentre è rilevante la distinzione per età: i lavoratori più anziani preferiscono il lavoro da casa più dei più giovani.

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