Dopo Bruxelles le aziende continuano a viaggiare: il business travel non si ferma davanti alla minaccia del terrorismo
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All’indomani degli attacchi terroristici a Bruxelles, il 90% delle aziende europee e americane dichiara che i viaggi di lavoro dei propri dipendenti in Europa non subiranno pressoché alcun cambiamento. Il dato arriva dalla Global Business Travel Association (GBTA), che insieme alle consociate europee ha intervistato un panel di buyer in 10 paesi europei e negli Usa.

L’indagine ha inoltre evidenziato che il 72% delle aziende ha in funzione un piano di gestione del rischio derivante dal travel, e che nella maggior parte dei casi è efficace anche in casi come quello degli attacchi terroristici di Bruxelles.

“Viviamo in un’economia globale e non possiamo farci sopraffare dalla paura”, ha detto il direttore esecutivo della GBTA Michael McCormick. “Le aziende devono continuare a fare business e i dipendenti devono poter continuare a viaggiare: il rischio è in qualche modo parte del business, ma quando a rischio ci sono le vite delle persone  occorre pianificare, prepararsi ed essere informati”.

E benché sia rassicurante rilevare che la maggior parte delle imprese ha attivato procedure per la gestione del rischio, quel 28% che non le ha ancora attivate e quel 13% che le ritiene comunque inefficaci di fronte ad attacchi terroristici indicano che c’è ancora molto lavoro da fare, conclude McCormick.

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