Arriva Peeple, la app per recensire le persone: professionalmente ma non solo
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Funziona come TripAdvisor, ma a essere recensite sono le persone e non gli hotel o i ristoranti. L’applicazione Peeple, lanciata in questi giorni dopo due anni di gestazione e un mare di polemiche già nella fase di test dello scorso autunno, di fatto permette a chiunque di esprimere un giudizio pubblico su chiunque.

Nelle intenzioni delle sue ideatrici Julia Cordray e Nicole McCullough, Peeple non è certo uno spazio virtuale per offendere o denigrare il prossimo, bensì uno strumento per stringere relazioni più forti e, soprattutto, gestire quella che loro definiscono "la nuova forma di valuta", cioè la reputazione online.

La app consente infatti di dare sulle persone (solo quelle che si sono registrate al servizio) un parere positivo, negativo o neutro, corredato da un giudizio. Ricorda un po’ LinkedIn e le sue raccomandazioni, anche se con Peeple l’ambito su cui dare commenti non è solo professionale ma anche personale e sentimentale.

Pertanto, per evitarne l’uso distorto, la Cordray e la McCullough hanno introdotto modifiche alla versione originaria: ora nessuno può essere "aggiunto" senza consenso, pieno controllo su ciò che viene pubblicato sul proprio profilo, possibilità di disattivare l’account e il Peeple Number, il totale dei commenti ricevuti che sostituisce l'originaria valutazione da 1 a 5 stelle.

I paletti, o quelli che dovrebbero essere tali, prevedono che gli utenti abbiano più di 21 anni, età ritenuta lo spartiacque per evitare fenomeni di cyberbullismo, e che possiedano un profilo Facebook vero e attivo dove essere rintracciati in caso di uso scorretto di Peeple. Allo stesso scopo agli utenti della app è richiesto anche il numero di cellulare.

Un’ulteriore garanzia di rispetto della privacy è la moderazione dei commenti. Solo quelli positivi sono pubblicati in automatico, mentre quelli negativi vengono pubblicati solo dopo l'autorizzazione della persona alla quale sono riferiti.

È facile immaginare che saranno in pochi ad accettare di rendere pubblici icommenti poco lusinghieri sul proprio conto, ma le due startupper sostengono che anche una recensione negativa può essere utilizzata a proprio favore. Per esempio, dicono, un commento professionale negativo può essere letto come il tentativo di screditare la concorrenza, se a farlo è il manager di un’azienda competitor.

Peeple è disponibile per ora solo negli Stati Uniti e per i dispositivi iOS, ma è già in fase di realizzazione la versione per Android e si sta valutando l’apertura anche al mercato europeo. Staremo a vedere se farà breccia.

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