Perché gli eventi hanno un futuro: il valore della comunicazione faccia a faccia nella percezione dei delegati
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La domanda è sempre nell’aria, e diventa tanto più rilevante quanto più le nuove tecnologie immersive di comunicazione a distanza si sviluppano e diffondono: gli eventi hanno un futuro? A fronte di realtà virtuale, presenza olografica, live streaming e di tutte le altre sempre più sofisticate tecnologie avrà ancora senso riunire “fisicamente” le persone per trasmettere loro informazioni di business, conoscenza professionale, novità aziendali?

La risposta è naturalmente sì, e a spiegare perché è uno studio prodotto dalla School of Business dell’università inglese di Loughborough e da Imago, che in quella città gestisce diverse location per eventi, attraverso interviste a persone che partecipano a eventi di business, persone che li organizzano e partecipanti del futuro (gli studenti universitari) cui è stato chiesto qual è il format di comunicazione che reputano più efficace per condividere informazioni e generare apprendimento. Ecco, in sintesi, i risultati principali.

Il format preferito
La comunicazione faccia a faccia è preferita, rispetto agli altri format, dal 96% degli intervistati. Il meeting genera relazioni fra le persone, permette uno scambio multidirezionale, facilita la comprensione di temi complessi attraverso l’interazione immediata, stimola nuove idee. L’organizzazione di un meeting o di un evento è inoltre percepito come un investimento che l’azienda fa nei propri dipendenti, i quali sperimentano il senso di appartenenza al team, un elevato grado di coinvolgimento e, perché no, spesso si divertono anche.

I benefici del faccia a faccia
Per l’88% degli intervistati i benefici principal del meeting “reale” sono l’opportunità di discutere e interagire con gli altri e la riduzione degli ostacoli che impediscono una comunicazione fluida e diretta. Quando riferito a un contesto di apprendimento il meeting, al contrario di altri format, genera un ricordo più duraturo delle informazioni trasmesse e consente di distinguere più facilmente i messaggi chiave da quelli secondari, grazie anche alla “lettura” delle espressioni facciali e del linguaggio del corpo di chi parla.

Gli elementi a valore aggiunto
Ascoltare dal vivo uno speaker di spessore, un esperto del settore di appartenenza o comunque una persona cui altrimenti non si potrebbe avere accesso è considerato il principale valore aggiunto di un evento “live”. Il tema del networking è considerato molto importante dagli organizzatori, un po’ meno dai delegati, più focalizzati sulle modalità di fruizione diretta dei contenuti professionali e sulla possibilità di interagire/interloquire con i relatori.

La trasmissione del contenuto
Il valore della comunicazione faccia a faccia risiede anche nella modalità di trasmissione di messaggio e informazioni: gli intervistati ritengono efficaci format interattivi che ne prevedono l’attivazione diretta e non solo l’ascolto passivo. Il contenuto “passa” meglio in un meeting dove si utilizzano video, grafiche ed elementi visivi, ma anche in quelli dove il partecipante è chiamato a esprimersi direttamente con i sistemi di votazione elettronica. I social media sono invece considerati poco importanti per aiutare a ricordare i contenuti, anche dagli studenti.

Il fascino della location di per sé
L’aspetto “location” amplifica la percezione positiva della comunicazione faccia a faccia. Secondo gli intervistati partecipare a un evento o a un meeting che si svolge in un luogo diverso da quello del lavoro quotidiano stimola le energie e la creatività, allontana dalle distrazioni e incombenze dell’ambiente di ogni giorno, offre la possibilità di interagire con i colleghi fuori dall’usuale contesto d’ufficio. La location perfetta? Le parole più usate per descriverla sono state luminosa, tranquilla e spaziosa. E naturalmente dotata di wi-fi.

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