Le 37 aziende italiane dove si lavora meglio: ecco i Great Place to Work secondo i dipendenti
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Sono Gruppo Dow, Cisco Systems e Criteo le aziende che vantano i migliori ambienti di lavoro in Italia, ognuna nel proprio ambito dimensionale di – rispettivamente – grandi, medie e piccole imprese. A caratterizzare le aziende dove si lavora meglio sono, secondo Great Place to Work che ne ha appena annunciato i ranking italiani, tre fattori principali: il rapporto di fiducia reciproca fra il management e i lavoratori, la qualità dei rapporti e della collaborazione fra colleghi e l’orgoglio dei dipendenti per il proprio lavoro e per l’azienda di cui fanno parte.

La parola ai dipendenti
E a stabilire quali sono le aziende dove questi fattori sono meglio espressi è un punteggio attribuito per i due terzi sulla base di interviste ai dipendenti e per la restante parte sull’analisi dei modelli di organizzazione aziendale e delle pratiche di gestione delle risorse umane. La classifica 2016 di Great Place to Work – a questo link i ranking completi – si divide in tre sezioni: grandi aziende (più di 500 dipendenti), medie aziende (da 50 a 499 dipendenti) e, novità di quest’anno, piccole aziende (meno di 50 dipendenti).

Fra le grandi aziende nessun brand italiano
Prima fra le grandi aziende è il brand americano della chimica Gruppo Dow, seguita da ConTe.it, compagnia di assicurazioni del gruppo britannico Admiral, e dal retailer francese Kiabi. Dopo anni di dominio, Microsoft scende al quarto posto, seguita da Hilton. Fra le 12 aziende di grandi dimensioni selezionate quest’anno come migliori posti di lavoro nessun brand italiano.

Piccole e medie imprese di eccellenza
In ambito di medie imprese (24 aziende in classifica), dopo l’americana Cisco Systems c’è l’italiana Vetrya, che opera nei servizi digitali, seguita dal gruppo alimentare Mars e da Mellin (Danone), che guadagna il quarto posto con un balzo in avanti di sette posizioni. Al quinto posto il gruppo italiano Servizi CGN, attivo nel campo della consulenza fiscale. Infine, per il comparto piccole imprese, la classifica a 4 è composta dalla francese Criteo, seguita da In20, zanox e Daily Training Sporting Club.

Dai benefit tradizionali al benessere organizzativo
“Lo studio di quest’anno”, ha detto il presidente di Great Place to Work in Italia Antonino Borgese, “ha messo in evidenza ambienti di lavoro in evoluzione, dove ai benefit tradizionali si aggiungono politiche innovative sui temi soft del benessere organizzativo”. La flessibilità del tempo lavorativo e il bilanciamento tra lavoro e vita privata sono una priorità per le migliori aziende dove lavorare. “Molte si sforzano di venire incontro alle esigenze di flessibilità delle persone”, spiega Borgese, “eliminando laddove possibile i controlli su orari di ingresso e uscita ed esplorando le opportunità del lavoro remoto. Le ricerche dimostrano che a beneficiarne non sono solo i dipendenti, ma anche la produttività dell’organizzazione”.

I dipendenti motivati sono gli ambasciatori più credibili
Il tema del welfare aziendale non si esaurisce con la flessibilità dell’orario, ma include benefit come l’assicurazione sanitaria integrativa, servizi quali asili aziendali o borse di studio per i figli, così come progetti per la formazione professionale e iniziative per l’incentivazione e la motivazione dei dipendenti. “I dipendenti sono ormai i più credibili ambasciatori di culture organizzative positive, basti pensare che i loro contatti su LinkedIn sono circa 10 volte quelli delle organizzazioni per cui lavorano” osserva Alessandro Zollo, amministratore delegato di Great Place to Work in Italia. “Solo dai suggerimenti dei dipendenti le aziende potranno fare innovazione, trattenere i talenti e attrarne di nuovi. Il marketing dovrà sempre di più far leva su questa risorsa straordinaria se vorrà sfruttarne appieno le enormi potenzialità”.

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