Le 50 aziende più ammirate del mondo: ecco cosa le distingue da tutte le altre
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Quella del magazine americano Fortune è forse la più autorevole classifica sulla reputazione aziendale a livello globale. Il tratto distintivo del report 50 Most Admired Companies è il campione di riferimento sulla cui percezione è basato il ranking delle aziende: non i consumatori, come spesso accade, ma la business community internazionale, cioè manager, analisti e investitori chiamati a esprimere un giudizio sui propri “pari” con cognizione di causa.

Le aziende considerate
Il paniere considerato sono le 1.500 maggiori aziende del mondo presenti nei ranking Fortune 1000 (le più grandi aziende americane) e Fortune Global 500 (le più grandi aziende non americane); fra queste sono state selezionate le 15 più grandi per ogni settore merceologico negli Usa e a livello internazionale per arrivare a una lista di 652 aziende di 30 paesi.

Gli attributi della reputazione
Ai 4mila executive intervistati è stato chiesto inizialmente di valutare quelle del loro stesso settore merceologico in base ai 9 diversi criteri identificati come costitutivi della reputazione di brand: la capacità di attrarre e trattenere dipendenti di talento, la qualità del management, la responsabilità sociale verso l’ambiente e le comunità nelle quali il brand opera, il grado di innovazione, la qualità dei prodotti o servizi immessi sul mercato, l’utilizzo equilibrato delle risorse aziendali, la solidità finanziaria, il valore di lungo termine per gli investitori e l’efficacia nel condurre business a livello globale. Successivamente è stato chiesto agli intervistati di indicare le 10 aziende per cui avevano maggiore ammirazione in assoluto, senza ulteriori specifiche.

La tripla A ha meno di 40 anni
Al primo posto nella classifica 2016 delle 50 aziende più ammirate c’è per il 9° anno consecutivo Apple che, con una capitalizzazione di 532 miliardi di dollari, risulta al primo posto per tutti e 9 gli attributi della reputazione. Seconda è Alphabet, la holding costituita lo scorso anno cui fanno capo Google e tutte le società controllate. Terza è Amazon, che guadagna una posizione grazie anche al successo dei nuovi servizi di consegna veloce lanciati l’anno scorso. Interessante notare che la tripla A della classifica (Apple, Alphabet, Amazon) è costituita da aziende “giovani”, tutte con meno di 40 anni di storia sul mercato.

Le altre aziende nella top 10
Al quarto posto c’è la compagnia di assicurazioni Berkshire Hathaway dell’industriale multimiliardario Warren Buffett, seguita dall’iconico brand dello show business Walt Disney, dal gigante del caffè pret-a-porter Starbucks e da Southwest Airlines, la compagnia aerea con base a Dallas, in Texas. All’ottavo posto la multinazionale delle spedizioni FedEx, poi il brand sportivo Nike e, al decimo posto, General Electric.

Pochi i brand non americani
Benché basata su valutazioni e interviste a livello internazionale, la classifica di Fortune risulta molto “americanocentrica”: sono soltanto 6, infatti le aziende non americane che vi figurano, e nessuna comunque si posiziona nella top 10. La prima “straniera” del ranking è BMW, al 18° posto, poi ci sono Toyota al 28° e Samsung al 35°. Scendendo ancora in graduatoria si trovano l’irlandese Accenture (36°), la svizzera Nestlè (38°) e la britannico-olandese Unilever (41°). L’Italia è assente, anche perché le aziende italiane che possono qualificarsi per il ranking – in termini di dimensioni – sono probabilmente pochissime.  Pochissime presenze anche per quanto riguarda il settore travel e ospitalità, rappresentato solo da Southwest Airlines nella top ten, dal gruppo alberghiero Marriott, 29° nella classifica generale, e da Delta Airlines, compagnia aerea anch’essa americana, al 30° posto.

La visione di lungo termine
Secondo Fortune, ciò che accomuna le aziende più ammirate del mondo – e che le distingue da altre di minor successo – è la visione di lungo termine: la capacità, cioè, di costruire il futuro pur rimanendo focalizzate sulle necessità di business del presente. La visione futura è legata soprattutto ai temi del lavoro, dei talenti in azienda e dell’efficacia della leadership, considerati cruciali per il successo dal 78% delle 50 aziende più ammirate. La maggior parte di esse, dice Fortune, sta già preparandosi a ciò che verrà e ha già valutato di cosa avrà bisogno fra 10 anni in termini di composizione e competenze della forza lavoro, capacità del management, capacità di attrarre i talenti migliori.

Il valore dei talenti e della leadership
Ciò significa che queste aziende stanno già oggi “formando” i propri manager del futuro, preparandoli al mercato del prossimo decennio: l’81% dei brand in classifica, infatti, indica che la prossima generazione di leader arriverà dall’interno dell’azienda e solo l’11% indica che i prossimi manager saranno reclutati dall’esterno. Una visione basata sul valore e sulla continuità delle persone richiede che i brand siano strategici su due fronti: quello dell’attrazione e mantenimento dei talenti (futuri leader) in azienda e quello, altrettanto importante, del costante aggiornamento “culturale” dei leader del presente affinché stiano al passo con un mondo del business in rapida evoluzione.

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