Contenuti di marketing: guida rapida a costi e benefici degli 8 principali format
A
Che produrre e veicolare contenuti sia una delle tecniche di marketing più efficaci – e più indicate per coinvolgere attivamente il proprio target di pubblico – è ormai una consapevolezza acquisita dalla maggior parte delle aziende. Il content marketing assorbe oggi una notevole fetta dei budget e delle energie creative dei brand, che in virtù della qualità di ciò che producono e diffondono accrescono la propria visibilità e autorevolezza sul mercato, si fanno ricordare dai clienti e li fidelizzano.

Il trend è in ascesa anche fra le aziende del B2B, che nel 76% dei casi producono oggi più contenuti ripetto a quanto facevano anche solo un anno fa, utilizzando per veicolarli una media di 13 format diversi. Secondo l’agenzia americana Feldman Creative, che ha raccolto e analizzato dati di mercato provenienti da diverse fonti, il format che le aziende B2B considerano più efficace per veicolare contenuti aziendali sono gli eventi, seguiti da webinar, case history di clienti, white paper e video. Le aziende del B2C mettono invece al primo posto le newsletter, seguite da eventi, immagini, social media e infografiche.

La domanda che si pongono gli uffici marketing non è più, quindi, se produrre contenuti di marketing, ma quale tipo di contenuti produrre. La valutazione è certo strategica, ma deve anche considerare aspetti più concreti come i benefici specifici di ogni singolo format, la difficoltà e il costo di produzione, il canale su cui distribuirlo. Feldman Creative propone quindi una guida rapida ai 8 principali format di contenuto, identificando per ognuno le caratteristiche da considerare prima di decidere se metterlo in produzione.

Blog
È il “contenitore di contenuti” per eccellenza: dà voce all’azienda e ne veicola novità, opinioni, consigli. Se ben scritti e di qualità, i post appaiono nei risultati di ricerca online, conferiscono autorevolezza all’azienda sui temi trattati e contribuiscono a costruire community online. Il blog risiede sul sito web dell’azienda e ha costi di realizzazione medio-bassi. È facile avviarlo: con il tempo diventa più difficile mantenerlo e produrre post di qualità con cui aggiornarlo regolarmente.

Infografiche
Vanno molto di moda e sono il tipo di contenuto che ha registrato il maggiore incremento (in termini di produzione) nell’ultimo anno. Rappresentano visivamente dati, numeri, informazioni, storie o idee, sono di facile e immediata fruizione da parte degli utenti e hanno un grande potenziale di condivisibilità sui social media. Possono trovare posto sul blog e sulle piattaforme social. Richiedono competenze di design grafico: costi di produzione e difficoltà di realizzazione sono abbastanza elevati.

Video
È il re dei format per il content marketing e non ha bisogno di tante presentazioni: può essere un clip promozionale, un’animazione, una dimostrazione di prodotto e tanto altro ancora. I vantaggi del video risiedono nella sua immediatezza ed elevata capacità di generare engagement e condivisioni, nonché nella facile “usabilità” da smartphone. I video possono essere collocati sul blog o sito aziendale, su YouTube e Vimeo e da lì essere diffusi su altre piattaforme. Il costo è generalmente alto, se prodotto professionalmente, e la difficoltà di realizzazione varia a seconda del tema e della tipologia di video.

Case history
Le case history dei clienti sono un efficace strumento di vendita: generalmente costituite da testo e immagini pubblicate sul blog o sul sito, raccontano le competenze e i punti di forza dell’azienda attraverso l’esperienza positiva di chi ne ha acquistato i prodotti o i servizi. Il vantaggio più evidente di questo format è che dà grande credibilità all’azienda a fronte di un basso costo di produzione. Relativamente facili da produrre, le case history devono però contenere informazioni specifiche e circostanziate e possibilmente interviste o citazioni dirette dei clienti.

Newsletter
Le newsletter inviate via email sono un format efficace per inviare messaggi o contenuti da approfondire attraverso i link che conducono al sito dell’azienda. Sono “universali”, leggibili su qualunque dispositivo, hanno un costo moderato e sono facili da produrre e distribuire. La difficoltà è più che altro quella di farle emergere dal mare magno delle email che ogni utente riceve giornalmente, ma questo è un tema da trattare a parte.

Quiz
È un format che piace molto, soprattutto ai più giovani, e che vanta un alto tasso di engagement con gli utenti. Si tratta di test o valutazioni, generalmente divertenti, attraverso cui l’azienda può veicolare il proprio messaggio o acquisire informazioni. Sono pubblicati sul blog o sui social media e non sono costosi, ma possono essere difficili da realizzare.

Immagini per i social media
Foto, illustrazioni, collage o disegni – con titoli, scritte o didascalie – sono uno dei format più comunemente usati. Dalla loro hanno l’alta condivisibilità il basso costo e la bassa difficoltà di realizzazione, anche se poi non tutte le immagini non sono egualmente virali o attrattive.

Ebook e white paper
Non sono esattamente la stessa cosa, ma sono entrambi documenti con contenuti professionali, informativi e formativi. Più “teorici” e articolati gli ebook e più concreti e specifici i white paper, sono i format attraverso cui l’azienda divulga il proprio “sapere” e acquisisce autorevolezza nel proprio campo. Risiedono sul blog o sul sito, generalmente in forma di PDF, e possono essere scaricati lasciando nominativo e email. Per l’azienda sono un efficace strumento per l’acquisizione di contatti. Difficoltà elevata (soprattutto in termini di tempo necessario per produrli) e costo elevato.

Commenta su Facebook