I video di brand più efficaci senza audio: Facebook introduce la funzione per sottotitolarli e spiega come produrli per mobile
A
È un fatto: l’80% delle persone reagisce negativamente quando sullo smartphone un annuncio video parte in automatico con l’audio, e prova fastidio sia verso la piattaforma che lo veicola sia verso il brand che lo ha prodotto. I test hanno invece dimostrato che i video sottotitolati sono visualizzati mediamente per il 12% del tempo in più. E poiché gran parte dei 100 milioni di ore di video che il miliardo e mezzo di utenti Facebook guarda ogni giorno sulla piattaforma sono visualizzati da smartphone, il social il blu corre ai ripari introducendo una nuova funzionalità per generare sottotitoli che i brand possono rivedere, editare e salvare.

La funzione di “auto captioning” sarà rilasciata nelle prossime settimane – inizialmente solo per sottotitoli in inglese – e nasce da 3 considerazioni di mercato: la prima è che il video è oggi il più efficace format di content marketing a disposizione delle aziende; la seconda è che lo smartphone sta superando il computer come principale canale di fruizione del web; la terza, infine, è che un video deve comunicare velocemente il messaggio prima che l’attenzione dell’utente si rivolga altrove (fino al 47% del valore di una campagna video viene conseguito nei primi tre secondi, e fino al 74% entro i primi dieci secondi).

Poiché la maggior parte degli annunci video visualizzati su mobile è vista senza audio, le aziende devono assicurarsi di esprimere il proprio messaggio sfruttando elementi visivi: secondo Facebook, il 41% dei video di brand attualmente sulla piattaforma non hanno alcun significato se visualizzati senza audio. Mostrare sottotitoli, loghi e prodotti può invece aiutare a comunicare il proprio messaggio anche senza suono.

L’importante, sostengono gli esperti di Menlo Park, è stabilire velocemente una connessione con la propria audience e catturarne l’attenzione. Il 65% delle persone che guardano i primi 3 secondi di un video lo guarderanno per almeno 10 secondi e il 45% continuerà a guardarlo per 30 secondi. Occorre dunque scegliere schermate di anteprima dei video e titoli che fuzionino da attrattori, colori e immagini che aiutino a ricondurre il video al brand, testimonial riconoscibili che catturino l’attenzione, azioni o sfondi che generino interesse.

Ecco un esempio.

Seda Sunsilk voleva raggiungere un’audience di giovani donne brasiliane con una serie di video tutorial che utilizzavano testi in sovraimpressione per rendererli comprensibili anche senza audio. Ogni scena si apre con domande del tipo “Nessuna idea di hairstyle per una serata fuori?” seguite da dimostrazioni live accompagnate da consigli su come raggiungere l’obiettivo con l’aiuto dei prodotti Sed. La campagna ha generato 7 punti in più di brand awareness e 7,5 punti in più nella familiarità col marchio. La durata media di visualizzazioni è stata di 21 secondi.

Il video Seda Sunsilk è visualizzabile a questo link.

Commenta su Facebook