Italiani tutti “esperti” e “strategici”: ecco le 10 parole più inflazionate nei profili LinkedIn
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Attenzione alle parole che si usano per descrivere le proprie competenze professionali: quelle che sembrano più “a effetto” risultano spesso anche le più banali e scontate, e non aiutano chi vi infarcisce il proprio profilo né a distinguersi né a fare emergere le proprie effettive capacità.

E il senso della lista delle parole più inflazionate che LinkedIn pubblica ogni anno analizzando i profili presenti sulla piattaforma a livello globale è proprio questo: mettere in guardia gli utenti dai cliché per stimolarli a presentarsi ai potenziali datori di lavoro in modo più efficace e meno scontato. Ma l’operazione ha anche un valore più generale: le parole più usate per qualificarsi indicano la percezione che milioni di utenti hanno di quali siano le competenze e qualità più apprezzate dai datori di lavoro e riflettono, in buona misura, la situazione del mercato del lavoro di appartenenza, differendo notevolmente da paese a paese.

In Italia, le 3 parole più utilizzate nel 2015 nei profili LinkedIn sono “esperto”, “strategico” e “responsabile”, anche se poi difficilmente qualcuno si descriverebbe come “inesperto”, “sprovveduto” o “irresponsabile”. L’efficacia degli aggettivi, infatti, si misura sul loro contrario: quanto più è improbabile tanto più l’aggettivo di partenza risulta scontato. Le altre parole con cui gli italiani più descrivono le proprie qualità professionali sono “creativo”, “organizzazione”, “multinazionale”, “appassionato”, “motivato”, “problem solving” e “leadership”.

LinkedIn rileva che al contrario di altri paesi, in Italia poco è cambiato da un anno all’altro in termini delle parole più ricorrenti: si punta sull’esperienza e sulla responsabilità per dare di sé un’immagine solida, ma non si tiene conto delle variabili di mercato nel frattempo intervenute. Per esempio, sottolinea LinkedIn, nei profili italiani la parola “flessibile” è in fondo alla classifica, mentre – qualunque cosa voglia dire – è oggi una qualità molto apprezzata dai datori di lavoro.

A livello globale la parola più inflazionata è “leadership”, seguita da “motivato”, “creativo” e “appassionato”. Anche qui vale naturalmente il discorso sulla valutazione degli aggettivi contrari, a conferma che la ricerca di parole a effetto ma poco significative non è prerogativa italiana. La lista internazionale prosegue con “strategico”, “di successo”, “determinato”, “organizzazione”, “dèdito” e “grande esperienza”: il trend sembra indicare che le persone vogliono affermare soprattutto la propria motivazione e attaccamento al lavoro in vista di possibili cambiamenti di ambienti professionali ormai in continuo movimento.

Tuttavia, sostiene con qualche ragione LinkedIn, nei 5 o 10 secondi in cui i potenziali datori di lavoro si soffermano sul profilo è necessario colpirne l’attenzione attraverso esempi concreti invece che con le solite parole trite e ritrite. Quindi, raccontare i risultati ottenuti in virtù dell’esperienza, specificare in che cosa ci si è dimostrati strategici, allegare presentazioni o immagini che dimostrino quanto si è creativi. Il potenziale datore di lavoro gli aggettivi li evincerà poi da sé.

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