Il 2015 anno positivo per il mercato incentive ma due fattori impongono cautela sulle previsioni per i prossimi mesi
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Quello appena trascorso è stato un anno di buona salute per il mercato incentive, in generale a livello globale e in particolare negli Stati Uniti. L’ottimismo prevale anche per il 2016, ma ci sono nuovi fattori che inducono gli operatori a ragionare con cautela sulle prospettive dei prossimi mesi.

Il SITE Index Benchmark Study, cioè l’analisi che l’associazione internazionale dei professionisti della motivazione conduce ogni anno a livello globale intervistando committenti e fornitori di viaggi di incentivazione, indica che nel 2015 il budget medio per l’incentive è leggermente aumentato, attestandosi ora sui 3.400 dollari di spesa media per partecipante. Quasi i tre quarti dei committenti intervistati, però, sta cercando di contenere i costi riducendo la durata dei viaggi (34%), il numero di partecipanti (29%) oppure selezionando destinazioni meno costose (29%).

I fornitori, da parte loro, segnalano invece che il mercato diventa sempre più competitivo e che le aspettative dei clienti vanno ormai ben oltre il semplice acquisto di un pacchetto di viaggio: 7 agenzie su 10 affermano di stare sviluppando nuove soluzioni per dare valore aggiunto al programma di incentivazione, lavorando su creatività e innovazione dei format.

Le ragioni della cautela sulle previsioni di andamento del segmento nell’anno in corso sono di natura sia esterna che interna. La percezione di committenti e fornitori è infatti quella che la volatilità dell’economia, la minaccia del terrorismo e i costi dei voli aerei abbiano il potenziale di impattare negativamente sulle scelte delle aziende in tema di viaggi di incentivazione. Sul fronte, diciamo così, interno, la preoccupazione riguarda la troppo limitata diffusione della pratica di misurare ritorno e risultati dell’incentive: in tempi di attenzione a costi e budget, l’assenza di metriche che dimostrino l’efficacia dei programmi motivazionali può renderli particolarmente vulnerabili.


Foto: Bruno VAN LOOCKE per Club Med

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