Federalberghi: il 2015 è stato l’anno della ripresa ma ci vorrà un lustro per recuperare il terreno perduto
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Bernabò Bocca

Bilancio positivo per gli albergatori italiani. Lo scorso anno le presenze negli hotel della Penisola sono aumentate del 3,6% rispetto al 2014. Al salto in avanti hanno contribuito sia gli stranieri sia gli italiani.

Secondo i dati dell’Osservatorio di Federalberghi, da gennaio a dicembre 2015 i pernottamenti in albergo degli italiani sono cresciuti del 3,2% e quelli degli stranieri hanno segnato un incremento del 4,1%. Luglio è stato il mese del record, +7,9%, seguito a pari merito con un +7% da febbraio e ottobre.

Il buon andamento delle presenze non ha però impedito il calo del personale occupato negli alberghi. Nel 2015 la flessione dei lavoratori è stata dello 0,7%, suddivisa in un +0,3% di lavoratori a tempo indeterminato e un -1,7% di lavoratori a tempo determinato.

La crisi dell’occupazione, dice Federalberghi, è un segnale della necessità di interventi sostanziali da parte del governo per dare linfa all’intero settore del turismo: per recuperare il terreno perduto negli anni scorso ci vorranno almeno 5 anni di risultati col segno positivo.

La richiesta è portata avanti direttamente da Bernabò Bocca, il presidente di Federalberghi: “Chiediamo che il nuovo piano strategico nazionale conferisca attenzione prioritaria alla promozione del prodotto Italia, aumenti le risorse destinate alle imprese che investono nella riqualificazione dell’offerta, rafforzi le misure di contrasto alla proliferazione delle attività abusive e promuova la realizzazione delle infrastrutture di supporto allo sviluppo turistico”.

“Sul fronte della governance", continua Bocca, "sarà essenziale la ridefinizione delle competenze che dovrà seguire il nuovo assetto del Titolo V della Costituzione, così come la necessità di presidiare sempre più le istituzioni comunitarie dove quotidianamente vengono assunte decisioni di importanza vitale”.

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