Nel 2016 inversione di tendenza nell’andamento delle economie del mondo, ecco le previsioni dell'Economist
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Se a dare linfa vitale all’economia globale negli ultimi anni sono stati i paesi cosiddetti emergenti, nel 2016 la quota maggiore di crescita arriverà dalle economie sviluppate che, pur senza fuochi d’artificio, daranno prova di solidità. Le previsioni dell’Economist sull’andamento economico nell’anno che è appena cominciato indicano un’inversione di tendenza che, già in atto, si consoliderà ulteriormente nel corso dei prossimi mesi.

Il gruppo BRIC, sostiene il magazine, è in difficoltà: il Brasile è in recessione economica così come la Russia, le cui vicende belliche hanno contribuito ad aggravare la situazione. La Cina andrà abbastanza bene, ma la stima governativa di un incremento del Pil del 6,5% secondo l’Economist sarà sicuramente ridimensionata, vista la volatilità dei suoi mercati finanziari e le criticità nella gestione della valuta. Meglio l’India, che si prevede crescerà del 7%, anche se negli anni dal 2005 al 2010 la media annua di incremento del Pil era stata dell’8,5%. Complessivamente, è la previsione, nel 2016 ai BRIC sarà ascrivibile solo il 16% della crescita mondiale.

Sul fronte delle economie sviluppate sarà l’America a fare da traino, con una crescita dell’economia prevista al 2,5% e la creazione di 2 milioni di nuovi posti di lavoro, un trend che prosegue da 6 anni consecutivi. L’Europa, dal canto suo, crescerà dell’1,8%: eviterà recessione e deflazione e, per ora, ha disinnescato la bomba Grecia, la maggiore minaccia alla sua economia. Nel 2016, prevede l’Economist, l’economia mondiale crescerà del 2,7%, più o meno in linea con gli anni precedenti: è dal 2011, infatti che il Pil del mondo non supera la soglia del +3% annuo.

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