Italiani ottimisti sulla ripresa del paese e sui risultati economici delle aziende per cui lavorano
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Gli italiani aprono il 2016 con un’accresciuta fiducia nella ripresa economica del paese e maggiore ottimismo sulle performance delle proprie aziende, anche se in pochi si aspettano effettivi aumenti di stipendio o opportunità concrete di cambiare lavoro.

Pur se in un quadro ancora di luci e ombre, i dati rilevati dal Randstad Workmonitor nell’ultimo trimestre 2015 indicano chiaramente un’inversione di tendenza nella percezione che gli italiani hanno del futuro: a essere ottimista sulla ripresa è oggi il 51% dei dipendenti intervistati, un dato ancora inferiore alla media globale (58%) ma pur sempre in significativo aumento rispetto a un anno fa, quando gli ottimisti erano solo il 37%.

Molto positivo è invece il giudizio degli italiani sullo stato di salute delle imprese in cui lavorano: il 75% ritiene che i risultati economici della propria azienda nel 2016 saranno migliori di quelli conseguiti nel 2015, un dato che colloca l’Italia all’8° posto fra 34 paesi (la media è del 62%) in termini di fiducia dei dipendenti nella solidità della propria organizzazione.

Gli italiani faticano tuttavia a vedere un miglioramento delle proprie prospettive personali sia in termini economici, con solo il 42% che si aspetta un aumento di stipendio nel 2016 (la media globale è del 51%), che di carriera, laddove cala di 6 punti, al 44%, la quota di chi pensa di poter trovare un altro posto di lavoro pari a quello attuale. Stabile invece il numero degli italiani (9%) che teme di perdere il lavoro, paura diffusa soprattutto fra giovani e donne, le fasce “lavorativamente” più deboli della popolazione.

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