Le 50 aziende più innovative dell’anno e le 4 caratteristiche che le distinguono da tutte le altre
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È solo una fra le diverse strategie utilizzate dalle aziende per crescere e svilupparsi, ma in un mercato globalizzato e ipercompetitivo come quello attuale l’innovazione sembra essere quella che garantisce i migliori risultati di lungo termine, sia per le aziende che per i loro clienti. E forse nella classifica delle 50 aziende più innovative dell’anno stilata da Boston Consulting Group l’aspetto più interessante non sono tanto i nomi delle aziende, quanto piuttosto quello che le accomuna, cioè l’essenza dell’innovazione.

La crescente importanza dell'innovazione
Boston Consulting Group, colosso della consulenza che di aziende se ne intende, stila ogni anno la classifica di quelle più innovative basandosi sia su parametri finanziari sia (all’80%) su interviste a top manager di aziende di tutto il mondo. Nei 10 anni della ricerca gli autori hanno rilevato l’importanza crescente dell’innovazione quale obiettivo da perseguire: oggi a definirla prioritaria (o una fra le prime 3 priorità) per la propria azienda è il 79% degli intervistati, mentre nel 2006 era solo il 66%. Segno che i tempi cambiano, e che la capacità di innovare e innovarsi sta diventando il prerequisito per il successo sul mercato.

Le 4 componenti dell'innovazione
Cos’è quindi l’innovazione? Secondo lo studio, l’innovazione è un fenomeno basato su 4 attributi principali, strettamente collegati fra loro: velocità, sviluppo di nuovi prodotti, adozione di piattaforme tecnologiche ed esplorazione sistematica di settori merceologici attigui.

Velocità e nuovi prodotti
La velocità permette alle aziende di cogliere i nuovi trend di mercato non appena emergono e di adeguarvisi con prontezza: vale per i processi organizzativi e gestionali, ma anche per lo sviluppo e l’immissione sul mercato di nuovi prodotti, che se troppo lenti perdono di efficacia. L’ideazione di nuovi prodotti, e più in generale l’attività di ricerca e sviluppo, è il secondo pilastro dell’innovazione: in questo ambito gli elementi vincenti sono processi – creativi, decisionali, produttivi – strutturati ma snelli, focalizzati sulla riduzione di tempi e costi e sull’incremento dell’efficienza.

La tecnologia e il presidio di settori attigui
Il che porta al terzo attributo dell’innovazione, cioè l’adozione della tecnologia: il digitale e l’analisi dei dati permettono di strutturare e automatizzare alcuni processi, riducendo tempi e costi, e di facilitare il processo decisionale velocizzandolo. Infine, la capacità di presidiare settori merceologici attigui con nuovi prodotti o servizi compelmentari a quelli tradizionali: tutti grandi brand campioni di innovazione lo hanno fatto (Apple, Google, Amazon), semplicemente perché quando il mercato matura e la competizione aumenta, il core business rallenta e la crescita deve quindi procedere su binari (nel senso di prodotti e servizi) vicini ma diversi.

Le aziende più innovative
I 4 attributi, dice Boston Consulting, pur se con gradazioni e sfumatore diverse, caratterizzano tutte le aziende nella lista delle più innovative del 2015. I primi posti sono di Apple e Google, che ormai pare sbanchino tutte le classifiche, mentre il terzo è di Tesla Motors. Poi ci sono Microsoft, Samsung e Toyota, e completano la top ten BMW, la farmaceutica Gilead Sciences, Amazon e Daimler. Marriott, la più grande catena alberghiera del mondo e unica azienda dell’ospitalità presente nel ranking è al 19° posto e risulta più innovativa di Facebook, che è 28°, mentre Volkswagen riesce a rimanere in classifica (al 35° posto) nonostante il pessimo scandalo di qualche mese fa scoppiato qualche mese fa.

La capacità di innovazione è globale e trasversale, ma l'Italia non c'è
La capacità di innovazione non è prerogativa delle aziende tecnologiche, anzi: 5 delle prime 10 in classifica (e 38 delle 50 presente nel ranking) sono aziende “tradizionali” che hanno però saputo usare la tecnologia e i processi digitali a proprio vantaggio. Egualmente, l’innovazione è oggi patrimonio davvero globale non più confinato ai mercati delle economie cosiddette sviluppate: fra le 50 della classifica di Boston Consulting 29 sono americane, 10 asiatiche – di cui 3 cinesi (Tencent, Huawai e Lenovo) e una indiana (Tata Motors) – e 11 europee. Ma nessuna italiana.

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