La correlazione tra viaggi d’affari e crescita economica: nel 2016 il Pil italiano aumenterà dell’1,6%, l’Italia si è rimessa in moto
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Nel 2016 il prodotto interno lordo italiano crescerà dell’1,6%: una crescita moderata ma incoraggiante, soprattutto se comparata all’anno in corso che si stima chiuderà con un +0,87%. La previsione è dell’Uvet Travel Index, l’indice del gruppo Uvet che stabilisce una correlazione – validata negli anni – fra l’andamento economico del paese e l’andamento dei viaggi d’affari intrapresi dalle imprese italiane.

Il dato italiano è stato presentato ieri al BizTravel Forum, e si inserisce in un contesto di consolidamento della crescita in Europa (+1,8%) e Stati Uniti (+2,8%), di rallentamento della Cina (+6.7%) e di recessione in Russia (+0,2%) e Brasile (+0,6%).

La Business Travel Survey, l’indagine sui viaggi d’affari condotta da Uvet, indica che nei primi nove mesi del 2015 il numero delle trasferte delle imprese italiane è aumentato del 6% rispetto allo stesso periodo del 2014. L’incremento si è registrato soprattutto verso le destinazioni intercontinentali (+3%), mentre i viaggi in Europa hanno subito una contrazione dell’1%.

L’aumento del numero dei viaggi d’affari, dice però l’indagine, ha visto la progressiva riduzione dei costi medi per sostenerli, passati dai 262 euro per trasferta dei primi nove mesi del 2013 ai 245 del 2015, in controtendenza con l’inflazione registrata sia a livello generale sia nel settore trasporti.

“Tra gennaio 2006 e ottobre 2015” ha detto Luca Patanè, presidente del gruppo Uvet, “l'inflazione è stata del 20,7%, mentre l'incremento dei prezzi nel settore trasporti si è attestato al 24,1%. In questo contesto, i prezzi del business travel gestito hanno registrato una contrazione del 38,7%, nonostante i viaggi complessivi siano raddoppiati su base annua”.

Ciò, sostiene Patanè, è dovuto all'efficienza economica generata dalle agenzie specializzate nella gestione dei viaggi d’affari, cioè la differenza tra la spesa teorica che il settore avrebbe sostenuto seguendo la dinamica inflattiva dei trasporti e la spesa effettiva registrata a oggi, che in Italia per il 2015 è stimata in circa 1,31 miliardi di euro.

“A parità di caratteristiche e condizioni di viaggio”, conclude Patanè, “L'efficienza generata dal settore del business travel fa sì che un viaggio che nel 2006 costava 100 euro oggi costa 61,3 euro, mentre se avesse seguito la media dei prezzi del settore dei trasporti sarebbe dovuto costare 124,1 euro, oltre il doppio”.

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