I dipendenti delle PMI italiane chiedono più tecnologia: priorità ai dispositivi per lavorare da remoto
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Gli italiani lavorano molto anche fuori dall'orario d'ufficio. Quasi tutti i dipendenti delle PMI, un buon 93%, lo fa regolarmente o occasionalmente e proprio per questo chiede alle aziende tecnologie per lavorare da remoto.

Secondo la ricerca Microsoft I dipendenti delle PMI e la tecnologia condotta da Ipsos Mori coinvolgendo 5.500 dipendenti di piccole e medie imprese di 15 paesi europei, sono gli italiani quelli che danno più peso alla tecnologia vista come strumento per migliorare il proprio lavoro sotto più aspetti. Oltre la metà dei dipendenti, il 62%, ritiene che la tecnologia mobile sia fondamentale per ottimizzare i tempi e migliorare la produttività.

La convinzione che la tecnologia mobile sia una risorsa preziosa è suffragata da fatti che diventano un secondo record statistico. Sono sempre gli italiani i dipendenti che utilizzano di più i propri dispositivi mobili personali per lavorare. Per esempio, il 40% si serve del proprio smartphone, percentuale che arriva a più della metà (51%) per i dipendenti che lavorano regolarmente fuori ufficio. Un uso improprio dei device personali che, pur aumentando le performance dei dipendenti, espone le aziende a rischi in termini di privacy e sicurezza dei dati.

Per migliorare l’equilibrio sempre più labile tra vita professionale e privata i dipendenti vorrebbero che le aziende li fornissero soprattutto di computer portatili, smartphone, tablet e tecnologia Cloud. La richiesta nasce dalla volontà non solo di semplificarsi la vita, ma anche di aumentare le performance aziendali. Quasi la metà dei dipendenti è convinta che l’utilizzo della tecnologia sia una voce prioritaria per aiutare la propria azienda a ridurre i costi e a crescere.

Come rispondono le imprese alle richieste dei propri dipendenti? Le aziende italiane sembrano aver intrapreso il cammino verso l’innovazione: il 66% ha rinnovato o sta rinnovando i propri processi IT.

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