Come cambia il business travel: 8 dinamiche di mercato che si affermeranno nel 2016
A
È un mercato che in Italia vale oggi quasi 25 miliardi di euro e che il prossimo anno crescerà di un ulteriore 2% in particolare sul fonte internazionale, dove le aziende italiane concentreranno i budget delle trasferte (+5%) per perseguire politiche di internazionalizzazione e sviluppo delle esportazioni. Il business travel, che pure è un indispensabile strumento di supporto all’economia, è però un settore in grande fermento, soggetto a dinamiche di cambiamento complesse che le aziende devono saper prevedere e affrontare per poterne ottimizzare i benefit.

E proprio ai macro scenari del business travel, e alle criticità e opportunità che presenterà nel vicino futuro, Carlson Wagonlit Travel ha dedicato il webinar I megatrend del business travel nel 2016 condotto dal CEO di diciottofebbraio Aviation Advisory ed esperto del mercato David Jarach, che ha affrontato i temi dell’economia, della tecnologia, dell’evoluzione dell’offerta e dei canali di distribuzione per evidenziare i fenomeni che influenzeranno la gestione delle trasferte aziendali. Ecco gli 8 principali.

I dati intelligenti e l’ancillary personalizzato
Il travel si nutrirà sempre più di dati, e saranno dati sempre più “intelligenti”, cioè utili per personalizzare i servizi. Lo fanno già le compagine aeree e lo faranno in maniera crescente anche i fornitori delle altre componenti del viaggio, includendo nell’offerta servizi aggiuntivi sulla base del comportamento del cliente e tariffe dedicate. Scenderanno i costi delle tariffe “base”, ma il calo di prezzo sarà solo apparente perché crescerà in parallelo il ruolo dei servizi ancillari personalizzati, da acquistare separatamente.

I voli low cost si estendono sul lungo raggio
Le prime tratte a essere sviluppate saranno soprattutto quelle da Regno Unito e Irlanda verso gli Stati Uniti, ma i vettori low cost incrementeranno collegamenti e capacità anche su altre destinazioni. L’Italia comincerà a fruire di un’offerta strutturata a lungo raggio probabilmente dopo il 2016.

Voli a basso costo anche negli aeroporti principali
Lo sviluppo del mercato del voli low cost vede i vettori di riferimento entrare sempre più nei principali scali europei. Dopo Madrid, Barcellona, Roma, Bruxelles e Copenhagen arriveranno ad Amsterdam e Monaco di Baviera, ma per ora non a Heathrow né a Francoforte. Anche in Italia si assisterà a un ulteriore consolidamento nei maggiori hub.

Aeroporti affollati, l’affermazione del fast track
I volumi di traffico aereo sono in costante incremento, ma in Europa non sono previsti nuovi aeroporti che assorbano la crescita. Di conseguenza gli scali saranno sempre più affollati e i tempi del check-in, visti anche i sempre più stringenti controlli di sicurezza, si allungheranno ulteriormente. La soluzione fast track (cioè la priorità di imbarco), sarà sempre più richiesta da chi viaggia per lavoro.

Tariffe alberghiere più aggressive con l’eliminazione della parity rate
La cancellazione della parity rate che vietava agli alberghi di offrire sui propri canali prezzi più bassi di quelli pubblicati dalle agenzie online consentirà agli hotel politiche tariffarie più aggressive. In ambito business travel ciò avrà però un impatto relativo, perché l’acquisto di camere da parte dei viaggiatori individuali pone problemi di sicurezza e di conformità alle policy aziendali. Resta quindi invariato il ruolo di intermediazione delle travel management company, che hanno un’elevata capacità di ottimizzazione delle tariffe.

La competitività dell’alta velocità ferroviaria
I temi di percorrenza sono destinati a ridursi, anche sulla tratta Milano-Roma, vicina alle 2 ore e 30 minuti. L’alta velocità si estende anche a nuove stazioni (per esempio Italo a Milano Centrale), e i treni veloci diventeranno sempre più competitivi, anche se mediamente più costosi rispetto al periodo di lancio.

Strumenti consumer per prenotare viaggi di lavoro
Chi viaggia per conto dell’azienda tende oggi a organizzarsi il viaggio utilizzando gli stessi strumenti con cui prenota la vacanza (portali, metamotori di ricerca etc), che però non garantiscono il rispetto della travel policy aziendale, possono rivelarsi più costosi a fine transazione rispetto a quanto previsto, allungano i tempi di gestione della trasferta ed espongono a rischi di sicurezza. Le aziende devono tenerne conto, cercando di offrire strumenti alternativi anche con il supporto delle travel management company.

L’avanzata della sharing economy
I servizi di tipo sharing si stanno ritagliando un ruolo sempre più rilevante anche nel business travel, in virtù soprattutto dell’interesse da parte dei viaggiatori più giovani. Operatori come Uber e Zipcar estenderanno la propria presenza a livello internazionale, aumentando il proprio appeal per i viaggiatori d’affari, mentre nel ricettivo è ancora da sciogliere il nodo della sicurezza (garanzie di qualità della struttura e tracciabilità del viaggiatore) imprescindibile per le aziende.

Commenta su Facebook