Le aziende italiane hanno speso 170 milioni per comunicare la propria presenza a Expo, gli investimenti su tutti i mezzi
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A Expo terminata è tempo di misurare se e quanto i differenti settori industriali coinvolti abbiano beneficiato dell’evento. A essere soddisfatto è sicuramente il settore dell’advertising che, anche grazie all’Esposizione Universale, ha registrato la ripresa degli investimenti in pubblicità da parte delle aziende.

Secondo l’Expo Advertising Tracking, il report condotto da Nielsen analizzando quantità e qualità delle campagne pubblicitarie delle 80 aziende sponsor e partner di Expo, da luglio 2013 la spesa complessiva per comunicare il proprio coinvolgimento nell’evento è stata di 170 milioni di euro.

La concentrazione più alta degli investimenti è stata come prevedibile quest’anno, quando in media le aziende hanno destinato il 25% del totale del budget di comunicazione per lanciare le campagne legate a Expo. Da gennaio a ottobre sono stati investiti 90 milioni di euro di cui 20 solo a maggio, il mese di apertura dell'Esposizione.

Tutti i mezzi di comunicazione sono stati utilizzati, ma è stata la televisione a fare la parte del leone raccogliendo oltre l’80% degli investimenti. La stampa, con netta predilezione per i quotidiani, si è accaparrata il 7% della quota seguita dall’out of home (cartelloni, brandizzazione di mezzi di trasporto pubblici…)  e dal web, quasi a "pari merito" rispettivamente con il 5 e 4%. Fanalino di coda la radio, che si è dovuta accontentare dell’1%.

Guardando all’aspetto qualitativo dell’analisi Nielsen, in quasi la totalità della campagne, il 90%, il legame con Expo era espresso esclusivamente dalla presenza del logo dell’evento. Solo il 5% delle aziende ha utilizzato la pubblicità per invitare i consumatori a visitare il proprio padiglione e un ancor più risicato 1% per lanciare prodotti creati appositamente l’evento o per veicolare messaggi di responsabilità sociale incentrati su temi Expo quali alimentazione, ambiente e innovazione.

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