L’evoluzione del web marketing: 5 cose da sapere per il prossimo anno
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Il web marketing si muove velocemente e per sfruttarne le immense potenzialità non basta acquisirne una volta per tutte i fondamentali: occorre un aggiornamento costante non solo su ciò che è nuovo, ma anche su ciò che cambia, che siano tecnologie, strumenti o comportamenti del mercato. Impossibile prevedere le evoluzioni di lungo periodo; più facile invece leggere quelle in divenire, che si affermeranno nel breve termine. A farlo è Larisa Bedgood, che su business2community.com propone i 5 principali temi di web marketing per il prossimo anno.

1. La competizione si giocherà sull’esperienza offerta
Il mercato è oggi dei consumatori, cui i canali digitali hanno regalato infinite possibilità di scelta, di comparazione prezzi e di modalità di acquisto, cambiando la prospettiva: ora i brand hanno bisogno dei consumatori più di quanto questi abbiano bisogno dei brand. Secondo Gartner, entro il 2020 i consumatori gestiranno l’85% delle proprie relazioni con le aziende senza interagire con umani, e ciò significa che l’esperienza di interazione sostituirà il prodotto come primo fattore di competitività e vero differenziatore fra i brand. Il marketing deve quindi modificare l’approccio: se prima erano sufficienti un buon prodotto e il giusto prezzo per acquisire clienti, ora ci vuole un’interazione strutturata su tutti i canali digitali che offra un’esperienza di brand di qualità.

2. Il mobile raggiungerà il punto di svolta
Il punto di svolta arriverà nel 2016, quando la spesa delle aziende per la pubblicità su mobile supererà i 100 miliardi di dollari, cioè costituirà per la prima volta più della metà di tutta la spesa per il marketing digitale. I formati pubblicitari in più rapida crescita sul mobile sono il display (banner, pop up) e il video, ma social media e search advertising (pubblicità sui motori di ricerca) continueranno a mantenere fatturati consistenti. Il mobile non è più un’opzione, ma un aspetto imprescindibile che impone di attrezzarsi con siti ottimizzati e contenuti di maketing nei format a esso più consoni.

3. I Big Data andranno in “outsourcing”
Da quando il tema dei Big Data ha cominciato a essere il mantra del marketing, le aziende hanno cominciato a raccogliere tutti i dati digitali possibili sul comportamento online degli utenti. Poi hanno cominciato a chiedersi cosa fare di tutti quei dati, e finora la risposta è stata che per leggerli e interpretarli occorrono infrastrutture e professionisti esperti, nonché consistenti budget per dotarsene. Alcune aziende stanno invece cominciando a rivolgersi a fornitori di soluzioni DaaS (Data-as-a-Service, sono servizi web della famiglia del cloud computing), capaci di acquisire ingenti flussi di dati e fornirli alle aziende in tempo reale in formati customizzati sulle loro piattaforme di marketing, pronti per essere utilizzati per le campagne. Il “consumo” dei Big Data diverrà quindi più facile, e la priorità sarò data non più alla quantità, ma alla qualità dei dati.

4. I contenuti diventeranno più visivi
Il content marketing è oggi uno dei trend dominanti e, dicono tutte le previsioni di mercato, quello che avrà sempre più spazio in futuro. I contenuti – di qualunque genere: video foto, post, anche le schede prodotto sono un contenuto – saranno il principale strumento di connessione con i consumatori. I social network sono già capaci di filtrare quelli di bassa qualità, imponendo alle aziende di produrne ad alto valore aggiunto. Dal canto loro, i consumatori sono sempre meno pazienti e chiedono contenuti veloci e di rapida fruizione. Il cavallo su cui puntare sono quindi i video: il 96% dei consumatori li considera utili per prendere decisioni d’acquisto, il 73% è più propenso ad acquistare qualcosa dopo averne visto un video e il 71% grazie ai video si fa un’opinione positiva del prodotto, servizio o azienda.

5. La strada verso la personalizzazione totale
Il marketing digitale one-to-one e personalizzato è già una realtà consolidata, ma il concetto di personalizzazione sarà ulteriormente approfondito grazie all’utilizzo sempre più mirato dei dati (quegli stessi Big Data del punto 3). L’utente oggi identificato come signor Rossi, età 35-45, sposato, grazie ai dati potrà essere identificato come signor Rossi, amante del golf, proprietario di una casa, viaggiatore frequente, lettore di gialli e divoratore di yogurt. Un livello di conoscenza del target così approfondito permetterà alle aziende non solo di fare un marketing sempre più mirato, ma anche di aumentare la fidelizzazione dei clienti grazie a offerte per loro sempre più rilevanti.

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