Gli italiani amano i "souvenir alberghieri": ecco cosa portano via dalle camere
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Lasciare l'hotel mettendo in valigia uno o più oggetti portati via dalla camera è un’abitudine molto diffusa tra gli italiani: il 63% non sa resistere alla tentazione di un souvenir alberghiero. Si prende qualcosa dalla camera principalmente per avere un ricordo del soggiorno o un oggetto utile per i viaggi futuri, ma c’è anche chi è mosso dal desiderio di possedere accessori che ricreino l’atmosfera e il comfort dell’albergo.

È quanto emerge dal sondaggio europeo condotto tra i propri utenti da Kayak, che rivela anche quali sono gli oggetti del desiderio. In cima alle preferenze degli italiani ci sono gli articoli da bagno: oltre la metà degli intervistati, il 55%, non sa resistere di fronte a shampoo e doccia schiuma in versione mignon, il formato ideale per essere imbarcato nel bagaglio a mano durante i voli aerei.

Una conferma di quanto gli italiani siano concreti pensando all’organizzazione dei propri futuri viaggi viene anche dalla scelta, fatta dalla metà degli intervistati, di mettere in valigia il kit da cucito, la cuffia per la doccia e le pantofole. Il 36% ammette di avere un debole per la cancelleria, il 31% è interessato al kit per lucidare le scarpe e il 17% si porta via perfino il dentifricio.

E nella caccia al souvenir, solo il 53% agisce nei limiti della correttezza, dichiarando di non appropriarsi di nulla che non rientri tra le amenities, cioè oggetti destinati all’uso personale durante la permanenza in hotel e quindi legittimamente sottraibili. Il 20% di chi si spinge più in là confessa di portarsi a casa gli asciugamani, il 13% l’accappatoio e il 10% intasca grucce, bicchieri e tazze.

Se le scelte degli italiani sono abbastanza prevedibili, quelle degli ospiti di altri paesi lo sono talvolta meno. Il cartello non disturbare da porre sulla maniglia esterna della porta della camera fa gola al 14% dei polacchi, mentre l’asciugacapelli è una tentazione irrinunciabile per il 61% degli spagnoli. Spazzole e pettini sono ambiti dal 23% dei francesi, e le riviste finiscono nel bagaglio del 7% dei tedeschi.

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