La spesa per i viaggi d’affari è in crescita nei 5 principali paesi europei, in Italia l'incremento più debole
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L’economia europea è in ripresa e i budget che le aziende destinano alle trasferte aziendali tornano a crescere. In Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna, i 5 paesi che da soli coprono quasi il 70% del mercato del business travel dell’Europa occidentale, la spesa media per i viaggi d’affari alla fine di quest’anno sarà cresciuta rispetto al 2014 del 6,4%, percentuale d'incremento che dovrebbe bissata anche il prossimo anno. La spesa complessiva passerà dai 140 miliardi di euro del 2014 ai 220 del 2016.

La buona prospettiva emersa dal GBTA Outlook – Western Europe, il report condotto semestralmente dalla Global Business Travel Association-GBTA, non manca però di evidenziare come gli investimenti per le trasferte siano direttamente correlati allo stato di salute dell’economia dei singoli paesi.

A guidare la ripresa è la Germania, alla quale fa capo il 20% delle attività di business travel dell'Europa occidentale e che, con oltre 43,6 miliardi di euro di spesa, continua a essere il mercato più forte del continente. Le prospettive per il 2015 parlano di un aumento della spesa del 10%, percentuale che sarà quasi raggiunta anche nel 2016.

Valori tutti positivi anche per Regno Unito e Spagna. Il primo, forte della ripresa dei consumi stimolata dal calo della disoccupazione e del costo dell’energia, si prepara ad accogliere il 2016 con l'aspettativa di aumentare di più del 6% il già considerevole budget, oltre 37 miliardi di euro, destinato al business travel. Anche la Spagna, protagonista di una generale ripresa dell’economia, nei prossimi 12 mesi dovrebbe vedere crescere la sua attuale spesa di 13,5 miliardi di quasi 8 punti.

Francia e Italia sembrano invece destinate a essere i fanalini di coda. La crescita economica c’è in entrambi i paesi, ma non raggiunge livelli tali da impattare in maniera positiva e decisiva sui viaggi d’affari. I 27 miliardi della spesa francese aumenteranno l’anno prossimo di poco più del 3%, mentre i 23,3 miliardi italiani cresceranno dell’1,9%. La necessità di incentivare le esportazioni spingerà le aziende del made in Italy a incrementare del 5% il budget per le trasferte internazionali a fronte di un debole aumento (1,4%) della spesa per le trasferte interne.

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