Le aziende temono il fenomeno della “uberizzazione”: i nuovi competitor sono quelli imprevisti
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A ispirarla è stata naturalmente Uber, ma con la definizione di “uberizzazione” si intende ormai lo sconvolgimento di qualunque settore di business causato da un concorrente imprevisto che arriva sul mercato con un modello di business completamente nuovo. Il fenomeno toglie il sonno a più della metà delle aziende a livello internazionale, che nel 54% dei casi prevedono di dover affrontare, prima o poi, un competitor proveniente dall'esterno del loro settore.

Lo afferma lo studio di IBM Redefining Boundaries: Insights from the Global C-suite Study, basato su interviste a 5.200 dirigenti di vertice che operano in 21 settori industriali di 70 paesi. Il rischio maggiore per le attività di business, dice lo studio, solitamente era costituito da un nuovo concorrente con un'offerta migliore oppure più economica, il che rendeva relativamente facile modificare le strategie. Oggi le aziende “storiche” sono minacciate da nuovi concorrenti con modelli di business completamente diversi e da attori più piccoli e più agili che non sono gravati dal peso di una vecchia infrastruttura.

“Quando si tratta di concorrenza”, commenta la vice president di IBM Global Business Services Bridget van Kralingen, “i top manager hanno una nuova minaccia da tenere in considerazione, che spesso è difficile da identificare fino a quando ormai è troppo tardi per rimediare. Le aziende più avanzate fanno progressi in aree come il cognitive computing, cioè la capacità dei computer di analizzare dati complessi imparando dall’esperienza, per prevedere cosa potrebbe accadere con maggiore precisione e per affrontare i competitor imprevisti”.

La tecnologia può fare molto in termini di analisi predittive, ma come spesso accade il “tradizionale” ascolto del mercato ha ancora una funzione insostituiile. Lo studio IBM evidenzia che i vertici aziendali ammettono di avere difficoltà a intuire cosa succederà in futuro. Eppure, quando si tratta di identificare ed esplorare nuove tendenze e tecnologie, risulta che solo la metà degli intervistati utilizza il feedback dei propri clienti e applica quanto appreso per fissare le priorità aziendali.

La relazione con i clienti è però stata identificata come prioritaria, e la maggior parte delle aziende prevede di cambiarne le modalità: il 66% degli intervistati vuole concentrarsi sui clienti come singoli individui e l'81% intende favorire una maggiore interazione digitale. Per prevedere il mercato, insomma, la chiave è ampliare le partnership e puntare sull’innovazione ascoltando i clienti e sviluppando nuove soluzioni insieme a loro.

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