Destination marketing: la tecnica migliore è l’incontro faccia a faccia, ecco perché
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Nel pieno dell’era digitale, la migliore tecnica di destination marketing è ancora quella dell’interazione personale, cioè l’incontro faccia a faccia tra i rappresentanti della destinazione e gli organizzatori di eventi loro potenziali clienti. Non è l’unica, naturalmente, ma è quella più efficace nel perseguire un duplice scopo: informare l’organizzatore e influenzare la sua percezione della destinazione.

A dirlo sono gli event planner di aziende, agenzie e associazioni che l’agenzia newyorkese Development Counsellors International (DCI) ha intervistato per redigere lo studio A View from Meeting Planners: Winning Strategies in Destination Marketing, che indaga quali sono i canali di comunicazione attraverso cui gli organizzatori di eventi si costruiscono l’immagine di una destinazione e come convention bureau e organizzazioni di marketing territoriale possono sfruttarli per influenzarne la percezione e orientarli all’acquisto, cioè alla decisione di realizzarvi un evento.

Come gli organizatori si fanno un’opinione della destinazione
La premessa è che gli eventi planner hanno 3 “preoccupazioni” principali: il calo dei budget per realizzare gli eventi, il crescente volume di lavoro dato dalla riduzione degli staff e il tempo di reazione dei fornitori alle loro richieste; all’interno di questo scenario, nel quale si cerca di prendere decisioni informate e consapevoli ottimizzando i processi, gli organizzatori dichiarano che le 3 fonti più efficaci per farsi un’opinione di una destinazione sono i convention bureau e le organizzazioni di marketing territoriale, i colleghi di settore e l’eventuale esperienza personale – per business o per piacere – della destinazione.

L’incontro faccia a faccia è quello più significativo
Ma alla domanda specifica su quale sia la fonte che influisce di più sulla loro percezione della destinazione, la risposta del 67% degli organizzatori è stata “l’incontro faccia a faccia con i rappresentanti della destinazione” nel corso di fiere, eventi o workshop informativi: l’interazione personale, emerge dunque dal report, supera le limitazioni della comunicazione digitale e si conferma come il migliore canale non solo per trasmettere informazioni, ma anche per suscitare la fiducia del buyer di eventi.

Le altre fonti di informazione
Sebbene l’interazione personale raccolga i maggiori consensi ci sono anche altre tecniche di marketing che contribuiscono a influenzare la percezione dell’organizzatore e, sottolinea DCI, il marketing mix di una destinazione non dovrebbe ignorarle. Gli organizzatori raccolgono informazioni sulla destinazioni anche attraverso fonti online, attraverso il passaparola generico e attraverso i media. Poco influenti sembrano invece essere i social media: solo il 3% degli intervistati ha dichiarato che sono una fonte di informazioni in grado di influenzarli.

La fiera momento preferito per l’interazione
Il canale di marketing che gli organizzatori ritengono più efficace per ricevere informazioni dalle destinazioni sono le fiere: il report indica che la più frequentata dagli intervistati (americani) è l’IMEX America (66%), seguita a distanza dall’IMEX di Francoforte (28%) e dall’IBTM America (23%). Poi ci sono i pranzi o le cene che le destinazioni organizzano per promuoversi, gli articoli sulla stampa di settore, le email personalizzate e i workshop informativi, meglio se focalizzati su più destinazioni. Molto graditi (66%) anche i fam trip, considerati uno strumento importante per farsi un’idea della destinazione.

I mezzi di comunicazione più apprezzati dagli organizzatori
Il report fornisce inoltre alle destinazioni un suggerimento su come comunicare con gli organizzatori e fornire loro le informazioni rilevanti: i mezzi più apprezzati dai buyer sono le email e gli appuntamenti in fiera; poi ci sono le email seguite da telefonate e le sales visit presso i loro uffici. Poco apprezzate sono invece le telefonate “improvvise”, gli SMS e le richieste di conversazione via social media.

Le città con la migliore immagine come destinazioni per eventi
DCI ha chiesto agli event planner di indicare le 3 città fuori dal nord America di cui hanno la migliore immagine come destinazioni per eventi, e la classifica che ne deriva è indicativa della propensione degli intervistati a portarvi le proprie manifestazioni. Al primo posto c’è Londra, seguita da Parigi e Dublino. Poi Barcellona, Amsterdam e Berlino. Settima Roma, seguita da Dubai, Francoforte e Sydney. Europa pigliatutto, quindi, con l’Italia in buona posizione.

I convention bureau con la migliore reputazione
La stessa domanda è stata posta in relazione ai 3 convention bureau cittadini o territoriali percepiti come più efficienti – i convention bureau sono di gran lunga l'interlocutore preferito dagli organizzatori per i propri eventi internazionali – ed ecco la classifica che ne risulta: Londra ancora prima e poi Montecarlo, Barcellona, Dublino, Vienna, Dubai, Scozia, Singapore, Svizzera e Canada.

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