Social media marketing: il primo obiettivo delle aziende è l'engagement, ecco i format più efficaci per ottenerlo
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Benché tutti (o quasi) lo facciano, la domanda è sempre nell’aria: funziona davvero? E la risposta non può essere altro che “dipende”. L’efficacia del social media marketing dipende infatti dagli obiettivi che ci si pone, dalle tattiche che si utilizzano per perseguirli e da come si realizzano e misurano le campagne.

A indagare quali sono gli obiettivi principali che le aziende si pongono quando fanno social media marketing è uno studio condotto a livello internazionale da Ascend2, dal quale emerge che la priorità più diffusa è quella dell'engagement, cioè del coinvolgimento attivo del pubblico target. In seconda battuta c’è l’accrescimento della conoscenza del brand, seguito dall’acquisizione di potenziali contatti commerciali e dall’incremento di traffico sul sito web dell’azienda.

Meno diffuso è l’obiettivo di generare vendite e fatturato, a conferma che i social media continuano ad assolvere una funzione prevalentemente di marketing e le aspettative non possono essere quelle di una immediata conversione di vendita.

Secondo l’82% dei professionisti intervistati, lo strumento tattico più efficace per raggiungere gli obiettivi di social media marketing è la creazione di contenuti che abbiano un elevato grado di appeal per il target, e i format che danno più risultati sul mezzo social sono i video, le infografiche e i post del blog aziendale.

Tuttavia, fa notare il sito eMarketer, per raggiungere gli obiettivi non è sufficiente produrre video o infografiche che piacciano agli utenti: le aziende intervistate segnalano infatti difficoltà sul fronte dell’analisi delle attività e della misurazione del ritorno sull’investimento, nonché la mancanza di risorse interne capaci di dare efficacia tattica alle azioni intraprese. Punti dolenti che le aziende dovranno risolvere anche perché il social media marketing continua a crescere: eMarketer stima infatti che entro il 2017 a utilizzare le piattaforme social saranno, negli Stati Uniti, l’89,4% delle aziende sul mercato.

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