I 5 sensi negli eventi, un potenziale di engagement non abbastanza sfruttato dagli organizzatori
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Non si tratta più “soltanto” di trasmettere il messaggio aziendale: oggi gli eventi, per essere vissuti, sentiti e ricordati devono avere quel tocco di creatività in più che li fa diventare esperienza coinvolgente per i partecipanti. E la nuova frontiera dell’engagement potrebbe partire dai 5 sensi – vista, udito, gusto, olfatto e tatto – il cui potenziale è ancora troppo poco sfruttato da chi gli eventi li pensa e li progetta.

È la tesi di London & Partners, il convention bureau della capitale britannica che ha condotto, insieme all’agenzia CWT Meetings & Events, un’originale indagine su 600 event planner per capire quanto e come chi progetta eventi vi integra le esperienze sensoriali come parte di una consapevole strategia di engagement.

Sul fatto che eventi multisensoriali possano regalare ai partecipanti un’esperienza più creativa e quindi più memorabile sono d’accordo quasi tutti gli organizzatori (il 78%); quasi la metà pensa inoltre che l’attivazione sensoriale costituisca un fattore di competitività per l’evento, distinguendolo da tutti gli altri. Tuttavia, sono meno di un terzo del totale gli event planner convinti che i 5 sensi siano oggi utilizzati in modo efficace, e la maggioranza pensa che la loro integrazione negli eventi porterebbe a migliori risultati di coinvolgimento dei partecipanti. Una convinzione forse solo teorica perché, a domanda diretta, il 57% degli intervistati ha dichiarato di non avere granché intenzione di cambiare il proprio modus operandi in proposito.

I motivi che impediscono la realizzazione di eventi multisensoriali sono comprensibili: mancanza di budget adeguati, mancanza di tempo per pensare anche a questo aspetto, mancanza di idee su come integrare le esperienze sensoriali nell’evento in modo coerente con l’evento stesso e con il messaggio del cliente.

Il senso più efficacemente (e comunemente) stimolato durante gli eventi è la vista, con proiezioni, giochi di luce, videomapping, illusioni ottiche; un terzo degli intervistati ha integrato negli eventi esperienze di cucina per stimolare il gusto, mentre tatto e olfatto sembrano essere i due sensi meno facilmente “importabili” nell’esperienza di un evento.

Eppure, dicono i promotori dell’indagine, combinando i sensi con le più recenti tecnologie e stabilendo i giusti indicatori per misurare i risultati in termini di engagement dei partecipanti si può facilmente provare l’efficacia degli eventi sensoriali. Anche perché, è la conclusione, in un mondo pieno di distrazioni, dove la soglia di attenzione delle persone è sempre più ridotta, occorre differenziarsi in maniera forte e creativa e non adagiarsi sullo status quo solo perché è più semplice da realizzare.

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