Da Digital Magics una proposta al Governo in 8 punti per supportare le startup digitali e favorire lo sviluppo del paese
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“In un periodo di profonda crisi economica, il digitale si attesta come un settore in controtendenza e con un elevato potenziale di crescita. Sono circa 173mila le aziende operanti in Italia che rientrano nella definizione di nuove imprese digitali. Esse rappresentano un ambito di forte attrattività dal punto di vista professionale e produttivo: basti solo pensare che ogni lavoratore impegnato nel settore hi-tech genera 5 posti di lavoro in altri settori”.

È la premessa del white paper Per le startup, proposte per un ecosistema dell’innovazione italiano, il documento redatto dall’incubatore di progetti digitali Digital Magics che contiene 8 proposte al Governo per dare nuovo vigore al sistema dell'innovazione in Italia e per promuovere un’azione politica a favore delle startup digitali e delle loro potenzialità.

Presentato nei giorni scorsi all’Internet Festival di Pisa da Enrico Gasperini, presidente di Digital Magics e da Layla Pavone, partner dell’incubatore, il “libro bianco” affronta i temi che, nonostante le recenti azioni di governo, continuano a frenare lo sviluppo delle startup digitali e dell’imprenditoria dell’innovazione – fra cui l’insufficienza relativa al capitale di rischio, la difficoltà di reperire risorse qualificate nell’information technology e la mancanza di una politica volta alla promozione di un polo di eccellenza e di attrazione nel digitale sull’esempio di Berlino, Londra, New York o Tel Aviv – suggerendo le misure da intraprendere.

Ecco gli 8 punti, che secondo Digital Magics costituiscono la base di partenza per una riflessione più ampia che coinvolga tutti i protagonisti della filiera digitale: “Con questo whitepaper” ha affermato Gasperini, vogliamo diventare i promotori di una nuova campagna di ‘advocacy’ per portare al Governo Renzi proposte concrete per incentivare e sviluppare l’innovazione nel paese”.

1. Agevolazioni fiscali per le startup
Revisione del credito d'imposta Irpef dal 19% fino al 30-40% per investimenti in startup innovative, applicando anche in Italia quanto previsto dal modello anglosassone. Agevolazioni fiscali per i soggetti dell’imposta sul reddito delle società (Ires), estendendone la deducibilità al 30%.

2. Le startup come veicolo di open innovation per le piccole e medie imprese
Introduzione di facilitazioni fiscali per le PMI per attività di Open Innovation (acquisto di prodotti/servizi da startup innovative per l’innovazione interna dell’impresa) e rimozione di obblighi di spese amministrative da parte di nuove startup.

3. Potenziare il crowdfunding
Revisione del regolamento Consob sull’equity crowdfunding per: rivedere al rialzo le soglie di non applicazione di obblighi relativi alla direttiva MiFID, rimuovere il vincolo di sottoscrizione da parte delle banche del 5% e prevedere un modulo unico di profilazione MiFID.

4. Gli investimenti in innovazione
Rimozione dei limiti normativi e previsione di incentivi per gli organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) e per le società di gestione del risparmio (SGR) che investono direttamente o indirettamente in startup.

5. L’industria del risparmio e le startup
Creazione di fondi di tipo aperto per garantire la raccolta, tramite investimenti, di almeno un miliardo di euro derivanti dall’industria del risparmio verso le startup.

6. Fondo di matching per seed capital
Creazione di un fondo di matching con la Cassa Depositi e Prestiti coinvolgendo player industriali italiani, investitori istituzionali e investitori qualificati che co-investano con il fondo fino a un milione di euro in fase seed (cioè iniziale, è l'investimento sull'idea), con possibilità di effettuare operazioni successive fino a 1,5 milioni.

7. Accelerare l’internazionalizzazione delle startup italiane
Creazione di un Italian Founders Institute, con esperti internazionali, per la promozione attiva del Made in Italy attraverso programmi di accelerazione; applicazione di agevolazioni per il rimpatrio di personale qualificato dall’estero, garantendo benefici sia ai lavoratori che alle imprese.

8. Il finanziamento regionale
Armonizzazione delle regole di ingaggio dei fondi regionali al fine di garantire un approccio sistemico e nazionale di matching dei finanziamenti e possibilità semplificata di accesso agli stessi.

“La nostra esperienza di lavoro quotidiano”, ha dichiarato Layla Pavone, “ci fa ritenere che il sistema dei finanziamenti erogati alle nuove imprese digitali sia da agevolare ulteriormente. Molto è stato già fatto dal Governo, ma pensiamo non sia ancora abbastanza. Per questo abbiamo deciso di mettere a disposizione quello che speriamo possa diventare per tutti gli operatori uno strumento di lavoro e di pressione per dare ulteriore e nuova linfa agli investimenti nelle startup”.

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