I 100 brand più "ricchi" del mondo: Apple e Google in testa, a Facebook il primato di crescita, la tecnologia stravince
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Fra gli studi sul valore di brand, quello di Interbrand è stilato con la stessa metodologia utilizzata per le valutazioni aziendali, cioè considerando i flussi economici e il profilo di rischio, la performance economica dei prodotti o servizi del brand, il ruolo del brand nel processo di decisione d’acquisto e la forza del brand nel generare margini per l’azienda.

Non stupisce quindi che l’edizione 2015 del report Best Global Brands sia dominata dal mondo digitale, vero catalizzatore di profitti del nostro tempo. Apple è per il terzo anno consecutivo il brand “più ricco” al mondo, dice Interbrand, con un valore stimato in 170,2 miliardi di dollari e un incremento del 43% rispetto allo scorso anno. E se l’azienda guidata da Tim Cook non ne sbaglia una, lo stesso si può dire di Google, che si conferma al secondo posto con un valore di 120,3 miliardi di dollari e un margine di crescita del 12%. Al terzo posto resiste un brand “tradizionale”, quello di Coca-Cola, con un valore però significativamente inferiore rispetto ai primi due (78,4 miliardi) e una flessione del 4% anno su anno. I primi 3 sono gli stessi dell’anno scorso, e nella stessa posizione: ciò che è cambiato sono le percentuali di crescita, che hanno premiato l’high tech e il digitale.

Gli altri brand ai vertici della classifica sono Microsoft, IBM, Toyota, Samsung, General Electric, McDonald’s e Amazon. Quest’ultimo, pur con un valore che si attesta a 37,9 miliardi, è però fra i primi 10 quello che dopo Apple è cresciuto di più, con un incremento del 29%. Il salto più grande di tutti l’ha fatto però Facebook, che in un anno ha aumentato il proprio valore di brand del 54%, piazzandosi al 23° posto con 22 miliardi di dollari.

Digitale e tecnologia dominano la parte alta del ranking e costituiscono il 33,6% del valore totale dei 100 brand considerati, ma il settore che ha registrato il maggiore incremento di valore rispetto all’anno scorso è l’automotive, i cui 14 brand presenti in classifica valgono complessivamente il 10,6% in più dello scorso anno. Primo del comparto è Toyota, a 49 miliardi di dollari, seguito da BMW (37,2 miliardi) e Mercedes-Benz (36,7).

Le new entry dell’anno sono 5: Lego (all’82° posto), PayPal (97°), MINI (98°), Moët & Chandon (99°) e Lenovo (100°). Lenovo, il gigante dei personal computer, è il secondo brand cinese a entrare nella classifica di Interbrand dopo Huawei, produttore di smartphone che occupa l’88° posto.

Pochissimo spazio ai brand italiani: solo Gucci (che peraltro è di proprietà francese) e Prada riescono a entrare in classifica. Gucci è al 50° posto con un valore di brand di 8,8 miliardi di dollari, in calo del 14% rispetto all’anno scorso; Prada invece è al 69° posto e vale 6,2 miliardi, il 4% più dell’anno scorso. Come negli scorsi anni, l’Italia paga la dimensione relativamente piccola delle sue imprese: i brand italiani, pur avendo influenza e reputazione, si muovono su dimensioni economiche ridotte e non presidiano il settore ormai strategico della tecnologia.

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