Crolla di 10 miliardi il valore del brand Volkswagen, a rischio anche il posizionamento del brand Germania
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Era, fino a una decina di giorni fa, il terzo brand automotive a maggior valore economico, stimato in poco più di 31 miliardi di dollari. Ora, dopo lo scandalo del software truffaldino che altera la misurazione delle emissioni dei motori, il brand Volkswagen ha perso almeno 10 miliardi di dollari di valore, che nel migliore dei casi ci vorranno almeno 10 anni a ripristinare. Perdita “intangibile”, quella del valore di brand, rispetto alla perdita più concreta del 40% del valore azionario, ma non per questo meno insidiosa, perché sulla forza del brand e sulla sua reputazione le aziende costruiscono il proprio futuro.

Lo dice BrandFinance, che ogni anno stila la classifica dei brand aziendali e nazionali a maggior valore economico. Secondo la società di consulenza, il danno reputazionale che Volkswagen si è autoinflitta è molto più grave di quello che investì Toyota fra il 2010 e il 2011, quando l’azienda guapponese finì sul banco degli imputati per difetti meccanici delle auto e il valore del brand scese da 27,3 miliardi di dollari a 24,5. Benché i difetti Toyota avessero messo a rischio la vita di chi ne guidava i veicoli, l’imbroglio deliberato di Volksvawen mina alla base la sua identità di brand, costruita intorno ai valori di affidabilità, integrità ed efficienza.

Il rischio è che il danno reputazionale si estenda anche alla Germania, sostiene BrandFinance. Lo scandalo delle centraline truccate sta toccando, pare, anche BMW e forse anche il governo tedesco, accusato di avere saputo ma di non essere intervenuto. Nel 2014 Brand Finance aveva valutato che la Germania fosse il terzo brand nazionale più forte al mondo, con un valore economico di 4.300 miliardi di dollari. A questo punto, i giochi per il 2015 si riaprono, e si vedrà quali conseguenze il dieselgate avrà sulla reputazione della locomotiva d’Europa.

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