Identikit di uno startupper: chi è e cosa motiva chi fa impresa innovativa in Italia
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Hanno più di 40 anni gli italiani che, seguendo il consiglio di Steve Jobs di essere curiosi e folli, danno vita a startup innovative. Sono infatti la preparazione accademica e l’esperienza professionale maturata nel tempo a fornire le competenze più efficaci per avviare una nuova attività.

Il quadro, confortante per chi non rientra tra i nativi digitali, emerge da La voce delle startup, l’indagine compiuta dall’associazione Italia Startup per tracciare l’identikit dello startupper italiano.

Secondo lo studio, condotto su un campione di più di 400 startupper, oltre il 66% dei fondatori di imprese innovative ha un’età compresa fra 30 e 49 anni e alle spalle un trascorso lavorativo che ha preceduto la spinta imprenditoriale. Come sottolinea il presidente di Italia Startup Marco Bicocchi Pichi, “I nuovi imprenditori in Italia sono radicalmente diversi dal cliché del giovane inesperto e ambizioso, nonché dal fondatore di imprese tipico del boom economico. I nuovi founder hanno una preparazione di alto livello, messa a disposizione dell’economia del paese”.

Chi avvia una startup possiede infatti un know-how sviluppato sul campo in azienda e formato nelle aule universitarie. Il 33,5% ha una laurea di secondo livello, il 32,9% ha conseguito un master e più del 5% anche il dottorato.

La molla che spinge ad avviare una startup non è (solo) un’idea geniale. La motivazione più diffusa è quella di sviluppare l’innovazione nel proprio settore utilizzando le competenze acquisite. Per questo la maggioranza delle imprese innovative, l’80%, si rivolge al B2B o al B2B2C.

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