Lanciato negli Usa il Meetings Industry Fund, fondo di solidarietà per aiutare i meeting planner in difficoltà finanziaria
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Un progetto di solidarietà “di categoria” assolutamente inedito – a quanto ci risulta – nel panorama internazionale del settore eventi, e non solo. Si chiama Meetings Industry Fund e nasce con l’obiettivo di offrire concreto aiuto finanziario (cioè soldi) ai professionisti degli eventi in momentanea difficoltà economica.

L’idea è stata del fotografo Chuck Fazio, che ha dato vita all’iniziativa insieme a Susan Sarfati, CEO di High Peformance Strategies, Neal Couture della George Washington University, Heather Scherer, presidente di ATC Travel Management, e David Peckinpaugh, presidente di Maritz Travel Company e di Experient. Il Meetings Industry Fund è gestito dall’omonima fondazione, a sostegno della quale i 5 fondatori hanno poi chiamato altri nomi di rilievo del comparto, ora operativi nel comitato consultivo e nel comitato d’indirizzo.

L’aiuto economico è rivolto a persone (non aziende) che si occupano direttamente di progettazione e organizzazione di eventi; per ricevere assistenza occorre compilare il modulo presente sul sito del progetto, con la garanzia di una risposta entro 24 ore. C’è perfino un indirizzo email per i casi di emergenza.

L’aiuto economico che viene erogato, stabilito dai 5 fondatori che compongono il comitato direttivo, non ha un tetto prestabilito e dipende invece dalla disponibilità economica del fondo e dalle situazioni individuali. In generale, si spiega sul sito, è un aiuto per le necessità quotidiane di base in situazioni di bisogno contingenti quali una malattia, un incidente, la perdita del lavoro.

I soldi ricevuti non devono essere restituiti, ma poiché la capacità del fondo di venire incontro alle richieste dipende dalle risorse disponibili, sono apprezzate donazioni dai beneficiari una volta che si siano finanziariamente ristabiliti. Le informazioni sui richiedenti sono strettamente confidenziali e, visto che nel settore meeting ed eventi ci si conosce tutti (anche negli Usa), chi non volesse che uno specifico membro del direttivo venga a conoscenza della sua richiesta può scrivere agli altri facendolo presente.

“Nel nostro settore mancava un progetto strutturato per aiutare le persone nei momenti di crisi”, ha affermato David Peckinpaugh, “e siamo certi che il settore raccoglierà l’invito a supportare i colleghi che ne hanno bisogno”. Il Meetings Industry Fund si sostiene infatti sulle donazioni di singoli o di aziende, ed è stata appena lanciata una campagna di raccolta fondi (si può donare attraverso il sito) che ha l’obiettivo di arrivare a 100mila dollari in 100 giorni, con termine il 15 dicembre. E la prima donatrice si è già fatta avanti: Stephanie Pace Brown, direttore di  ExploreAsheville, che ha contribuito con 500 dollari.

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