Incoming cinese in Europa in caduta libera dopo il crollo della Borsa di Shanghai, la flessione è del 20%
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La flessione maggiore è stata in agosto, ma la consistente diminuzione delle prenotazioni di voli in uscita dalla Cina con destinazione – prevalentemente – Europa e Stati Uniti ha cominciato a essere registrata a fine maggio, con il primo tonfo della Borsa di Shanghai. Se le prenotazioni cinesi per l’outgoing segnavano un +21% anno su anno, nell’ultimo trimestre si sono ridotte a un +1%, con una perdita netta del 20% delle prenotazioni e dei flussi in entrata in Europa e Usa.

La rilevazione è di ForwardKeys, che ogni giorno analizza 14 milioni di prenotazioni online per monitorare l’andamento del settore travel: il crollo cinese, che riflette il rallentamento dell’economia e la perdita di potere d’acquisto dello yuan a seguito della svalutazione, non è passato inosservato.

Secondo ForwardKeys le prenotazioni cinesi per i mesi di novembre e dicembre sono attualmente ben al di sotto dei volumi registrati nello stesso periodo dello scorso anno; stabili invece le prenotazioni di viaggio per la prima settimana di ottobre, che in Cina è festa nazionale, perché effettuate con mesi di anticipo e prima che la moneta venisse svalutata.

Tuttavia, afferma Olivier Jager di ForwardKeys, anche i viaggiatori cinesi stanno prendendo l’abitudine di prenotare last minute, ed è quindi ancora possibile che i volumi tornino a crescere, anche se forse non alle precentuali a due cifre cui il mercato cinese aveva abituato l’incoming europeo e americano.

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