Il turismo continua a crescere: aumentano di 21 milioni i viaggiatori internazionali, in Europa record di arrivi
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Sono 538 milioni i viaggiatori che nella prima metà del 2015 hanno varcato i propri confini nazionali per visitare altre destinazioni, 21 milioni in più (+4%) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. E l’Europa, informa il più recente report dell’Organizzazione Mondiale del Turismo, non solo mantiene il primato di continente più visitato in assoluto, ma registra anche un incremento del 5%, superiore alla media mondiale.

Il World Tourism Barometer indica che gli arrivi sono aumentati del 5% anche in Asia-Pacifico e in Medio Oriente (perlomeno in alcune aree), mentre nelle Americhe la crescita è stata del 4%: in Africa si è registrata una flessione del 6%, e in nord Africa gli arrivi sono crollati del 10%.

Complessivamente i risultati sono positivi, commentano dal WTO, considerate soprattutto le criticità dello scenario internazionale: da una parte, il tema della sicurezza, che in periodo di turbolenze politiche e di allarmi terrorismo acquisisce una dimensione molto rilevante; dall’altra la volatilità economica, con la ripresa delle economie occidentali e il rallentamento invece di quelle emergenti, le fluttuazioni valutarie e il calo del prezzo del petrolio.

La stima dell’Organizzazione è che il 2015 si chiuderà a livello globale con un incremento dei turisti internazionali del 4%, in linea con le previsioni di lungo termine secondo le quali la crescita, nel decennio 2010-2020, si attesterà in media sul 3,8% annuo.

Il Vecchio Continente ha complessivamente beneficiato della debolezza dell’euro, con incrementi del 6% in Europa centrale e orientale e del 5%, comunque sopra la media mondiale, nelle aree ociidentale, mediterranea e nelle regioni scandinave. Modesta invece la crescita di arrivi negli Stati Uniti, a causa del dollaro forte che ha però riversato folle di americani in Messico (+8%), ai Caraibi (+7%) e in America centrale (+6%).

In termini di mercati emissori, la domanda di viaggi è forte nei tradizionali mercati occidentali outbound di Stati Uniti, Francia, Svezia e Spagna, mentre è un po’ più debole in Germania, Regno Unito e Italia.  Fra i paesi emergenti, il WTO segnala che l’outbound cinese e indiano ha mantenuto percentuali di crescita a doppia cifra e che invece Russia e Brasile, con valute deprezzate ed economie in crisi, hanno rallentato viaggi e spese all’estero.

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