Le 5 false convinzioni del pubblico sul mestiere dell’organizzatore di eventi
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Ogni professione deve convivere con gli stereotipi che le sono stati costruiti attorno e quella dell’organizzatore di eventi, forse perché sconosciuta ai più nella sua reale sostanza, è una fra le più soggette a false convinzioni. Si dice organizzatore di eventi e la gente pensa a un lavoro trendy, non troppo serio, fatto di chiacchiere con celebrità e aperitivi in alberghi di lusso. In particolare, sostiene Bel Booker sul blog di Eventbrite, sono 5 gli assunti più diffusi che contribuiscono a generare un’immagine non veritiera del mestiere di organizzatore. Eccoli.

Tutti sono capaci di organizzare eventi
È la convinzione che forse manda più in bestia chi gli eventi li organizza davvero, perché lascia intendere che quello dell’organizzatore non sia un vero lavoro che esige vere competenze. Invece, si sottolinea su Eventbrite, progettare e produrre un evento richiede non soltanto creatività, visione e capacità di raggiungere gli obiettivi del cliente, ma anche competenze nella gestione di progetti, budget e persone, nonché un certo acume commerciale. Molti organizzatori “si sono fatti sul campo” con anni di esperienza, cominciando dal basso, molti hanno frequentato corsi specialistici e conseguito certificazioni professionali, sempre più necessarie in un mercato che richiede la “iper professionalizzazione”.

Organizzare eventi è sempre divertente
Be’, certo, spesso lo è. Ma è anche un lavoro complesso e pieno di sfide, tanto che uno studio americano lo ha inserito all’8° posto fra i lavori più stressanti del mondo. Le scadenze ravvicinate e improrogabili, le alte aspettative dei clienti, l’obbligo di fare centro al primo colpo (l’evento non è ripetibile), gli imprevisti dell’ultimo minuto: perfino la pioggia può essere causa di stress, di cui pare soffra, o abbia sofferto, l’80% degli organizzatori. La quasi totalità dei quali afferma però di essere contento del proprio lavoro ed è pronto a consigliarlo come carriera ai giovani.

Si può organizzare eventi anche lavorando part-time
Come molti lavori fatti di progetti specifici, anche l’organizzazione di eventi ha picchi di attività e periodi più calmi. Una ricerca inglese, dice Bel Booker, ha rilevato che nelle fasi più calde dell’organizzazione che precedono l’evento le persone lavorano anche fino a 17 ore al giorno, e durante l’evento capita che ci sia anche chi fa le nottate in bianco per mettere a punto la giornata successiva. È poi convinzione comune che l’organizzatore si goda la destinazione – esotica o meno – l’albergo lussuoso e le cene di gala: pochi sanno che, durante l’evento, passa il suo tempo a dare istruzioni, coordinare persone, parlare al telefono e verificare che tutto funzioni.

Organizzare eventi è un lavoro glamour e ben pagato
Sì, in alcuni casi può esserlo. Ma per la maggior parte di chi lavora sul campo il glamour degli eventi sfavillanti non è una realtà quotidiana e la retribuzione non è così elevata. Bel Brooker cita uno studio inglese secondo il quale lo stipendio medio è di circa 23mila sterline annue (33mila euro), 46mila (65mila euro) nel caso del responsabile/direttore degli eventi. È vero però che la professione offre l’opportunità di viaggiare, incontrare persone nuove e spesso interessanti, cosa non così ovvia per chi fa un tradizionale lavoro di ufficio.

Gli organizzatori di eventi sono superficiali
La convinzione nasce forse dal ritratto che ne hanno fatto alcuni film di Hollywood, sostiene l'autrice, ma la verità è che gli organizzatori lavorano per ottenere il massimo dal budget a disposizione, negoziando ogni singolo dettaglio per produrre qualcosa che aiuti il cliente a raggiungere i propri obiettivi di business e arrivando là dove il cliente, da solo, non potrebbe arrivare. Peraltro i trend di mercato evidenziano che i costi, così come le aspettative dei clienti, aumentano, ma i budget rimangono pressoché stabili: agli organizzatori il compito di massimizzare l’efficienza per ottenere di più con meno. E il risultato si raggiunge con molto lavoro, un’attenta pianificazione, capacità negoziali e commerciali.

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