I prezzi nel 2016: quanto costeranno meeting, alberghi e voli aerei in Italia e nel mondo
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Gli Stati Uniti rafforzano ulteriormente l’economia, già in solida crescita, l’Europa è ancora a rischio ma al netto delle crisi greca e russa si sta lentamente riprendendo, la Cina contiene la crescita rallentando un po’ l’economia asiatica, a eccezione dell’India, che procede spedita, e l’America Latina, in particolare il Brasile, decelera a causa di problemi politici ed economici. Questo, in estrema sintesi, lo scenario internazionale su cui si innestano le analisi predittive dei prezzi che caratterizzeranno il mercato meeting e travel del prossimo anno.

Il quadro, dicono la Global Business Travel Association e Carlson Wagonlit Travel, che hanno appena pubblicato congiuntamente il Global Travel Price Outlook 2016, è nel complesso positivo, con un Pil globale in progressiva crescita (+3,5% nel 2015 e +3,8% nel 2016) e prezzi sostanzialmente stabili in quasi tutti i segmenti di mercato.

Per quanto riguarda i meeting, la regione più stabile sarà l’Europa: le aziende potenziano gli eventi in territorio nazionale e diminuiscono quelli in destinazioni internazionali per contenere i costi, con un trend generale atteso di riduzione della spesa per partecipante dello 0,4% a fronte dell’incremento dell’1,2% delle dimensioni dei gruppi. In Nord America, la domanda alberghiera supera l’offerta, determinando il prossimo anno l’aumento della spesa per partecipante del 4,5%, con gruppi del 2% più numerosi. In Asia, la forte domanda di meeting in Cina e India compensa la debolezza nel resto del continente: in media la spesa per partecipante nell’area aumenterà del 5% e la dimensione dei gruppi dell’11%.

I costi dei voli non subiranno grandi variazioni grazie al calo del prezzo del petrolio, all’incremento della capacità di trasporto e alla domanda stabile. Globalmente, i prezzi aumenteranno dello 0,5%, con il picco verso l’alto dell’Asia, a +1,2%, e i minimi dell’Europa Orientale, a +0,1%. In Italia la stima è che le tariffe aeree scenderanno dell’1,4%, in linea con la flessione della maggior parte dei paesi dell’Europa occidentale

Aumenti in vista per gli alberghi, invece, che nei maggiori mercati si trovano a fronteggiare un surplus di domanda e tenere quindi le redini delle negoziazioni. La crescita a doppia cifra della sharing economy nell’ospitalità (per esempio Airbnb) potrebbe costituire una minaccia agli alberghi tradizionali, ma il report stima che in ambito corporate l’attenzione alla sicurezza ne limiterà l’impatto. A livello globale le tariffe alberghiere aumenteranno del 2,5%: l’incremento maggiore sarà in Nord America (+4,3%), l’Asia si manterrà sul +3% e l’Europa occidentale su un lieve +0,7%. In Italia è attesa una flessione dello 0,2%.

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