Il nuovo business travel è sempre più simile al leisure: i 5 fattori su cui si gioca il mercato dei viaggi d’affari
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È un confine sempre più sfumato, quello che separa il viaggio di lavoro dal viaggio di piacere. Strumenti, aspettative e comportamenti di viaggio si uniformano, portando in ambito business tutte le “conquiste” del leisure in tema di personalizzazione dei servizi, utilizzo dei dispositivi mobili, approccio alle nuove soluzioni della sharing economy. Il viaggio, anche in ambito business, è sempre più a misura di chi lo fa, e le aziende si stanno attrezzando per accogliere il trend.

E proprio dall’indagine sul campo, condotta attraverso analisi di case history aziendali, interviste a viaggiatori business e a travel manager aziendali e contributi di esperti, emergono – identificati dallo studio Faster, smarter, better? di Carlson Wagonlit Travel i 5 elementi che stanno trasformando il viaggio di lavoro e segnandone l’evoluzione di tutte le fasi, dalla prenotazione fino alla gestione dei pagamenti. Eccoli.

L’importanza dello smartphone
La tecnologia mobile è il fattore che gli stakeholder considerano più rilevante: arrivata nel business travel sull’onda delle innovazioni che hanno investito il mondo dei viaggi leisure, si sta sviluppando verso uno scenario di accesso agli strumenti di prenotazione e gestione del viaggio. Si parla di app “all-in-one”, cioè dotate di tutte le funzionalità per il viaggio, di servizi alberghieri su mobile (per esempio, l’ingresso in camera d’albergo senza chiavi), di app per l’interazione durante gli eventi. In questo ambito il tema chiave è lo sviluppo di app e soluzioni “autorizzate” dall’azienda, affinché i dipendenti in viaggio possano utilizzarle senza incappare in problemi di sicurezza dei dati.

A ognuno il suo personale viaggio di lavoro
È sulla capacità di personalizzare il servizio che si giocano le quote di mercato degli operatori. Il viaggio d’affari oggi deve essere confezionato a misura dell’utente specifico, e per fare ciò occorre profilarne i comportamenti di navigazione online, di acquisto e di viaggio attraverso analisi sempre più sofisticate dei “big data” provenienti dai social media, dalle compagnie aeree, dalle piattaforme di prenotazione.

Le aziende aprono ai fornitori della sharing economy
Anche Uber e Airbnb stanno entrando nelle consuetudini di chi viaggia per lavoro. Forse non ancora in Italia, ma i servizi della sharing economy sono sicuramente da tenere d’occhio perché rispondono ad alcune delle esigenze dei business traveller. Le aziende cominciano a mostrarsi più aperte in proposito e, quando questi servizi si proporranno anche in versioni adatte alle esigenze corporate – per esempio in tema sicurezza e di gestione delle spese – la strada sarà definitivamente spianata.

Sistemi di prenotazione più sofisticati
Il mercato del viaggi d’affari sarà di chi saprà sviluppare strumenti di prenotazione che includono il monitoraggio delle tariffe (alberghiere, aeree, ferroviarie etc), cui i travel manager sono molto interessati per ridurre i costi, ma anche di chi offrirà loro soluzioni automatizzate per la modifica delle prenotazioni in caso di cambi improvvisi ed emergenze.

Le carte virtuali per pagamenti più sicuri
Infine, i sistemi di pagamento, anch’essi al centro di un trend evolutivo. Le aziende vogliono sistemi semplici e sicuri, che garantiscano il rispetto delle travel policy e la protezione contro le frodi. La soluzione emergente è quella delle carte virtuali monouso, che permettono di acquistare servizi di viaggio tramite un sistema di pagamento centralizzato presso una vasta gamma di fornitori, tra cui alberghi e vettori low-cost.

Queste le nuove frontiere della gestione dei viaggi d’affari. Ma quanto le aziende stanno effettivamente introducendo queste innovazioni nei propri processi di ricerca, acquisto ed esperienza del business travel? Secondo l’indagine di CWT, condotta a livello globale, il 35% delle aziende ha già in programma di farlo, e più della metà lo farà entro il prossimo anno. Un altro 38% sta prendendo in considerazione le varie opzioni. Semaforo verde invece da parte di chi viaggia che, pur sensibile alle questioni di tutela dei dati personali, comprende i vantaggi dell’avere soluzioni su misura che semplificano la vita.

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