Confindustria Alberghi e Assobiomedica rinnovano l’accordo sui congressi medici: sobrietà e prezzi congrui anche nei 5 stelle
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Ha dato risultati positivi, e di comune accordo viene ora rinnovato. Si tratta del protocollo d’intesa firmato un anno fa da Assobiometica e Associazione Italiana Confindustria Alberghi, che stabiliva le modalità con cui gli alberghi di categoria elevata, in particolare i 5 stelle, potevano ospitare congressi medici senza violare lo spirito del Codice Etico di Assobiomedica, dal quale erano formalmente esclusi.

L’intesa era arrivata 3 anni dopo la deliberazione dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, la quale nel maggio 2011 aveva affermato che “escludere gli hotel a 5 stelle, in quanto tali, dall’abilitazione a ospitare congressi medici, poteva produrre effetti distorsivi della libera concorrenza”. L’Autorità aveva infatti esaminato il Codice etico di Assobiomedica e il Codice deontologico di Farmindustria, che escludevano tassativamente i 5 stelle come sedi per ospitare “conferenze informative” e “manifestazioni congressuali” finanziati dalle imprese aderenti, osservando che escludere a priori i 5 stelle, indipendentemente dalle tariffe o agevolazioni offerte, appariva restrittivo della concorrenza, in quanto conferiva un ingiustificato vantaggio competitivo alle strutture di categoria differente. L’invito ad Assobiomedica e a Farmindustria fu quello di prevedere, piuttosto, “tetti massimi di spesa” per ciascun professionista partecipante alle attività congressuali.

E così è stato, per lo meno da parte di Assobiomedica, che nell’accordo con Confindustria Alberghi (poi esteso anche a Federalberghi) ha riportato i principi di base del proprio Codice Etico riguardo i criteri di sobrietà nell’organizzazione di meeting e congressi medico-scientifici, aprendone le porte agli alberghi che avessero sottoscritto le condizioni previste dall’accordo. Fra le condizioni elencate nell’accordo, tetti di spesa secondo tariffario di riferimento concordato per pernottamenti, pranzi, cene e wi-fi, pacchetti di servizi con tariffe calmierate ed esclusione dall’offerta di servizi non convegnistici quali spa, terme, golf, attrezzature sportive (che devono essere pagate dai partecipanti che ne usufruiscono).

L’accordo, che ha ristabilito il principio della libera concorrenza introducendo un criterio di selezione delle strutture alberghiere sulla base dei prezzi effettivamente praticati, è valido soltanto per gli eventi promossi dalle aziende associate ad Assobiomedica. Farmindustria non ha recepito le indicazioni dell’Antitrust e non ha modificato il proprio Codice deontologico: “Il rispetto degli obiettivi di sobrietà, posti alla base del Codice etico di Assobiomedica, è stato pienamente condiviso dai nostri associati che hanno accolto le indicazioni del protocollo” ha detto Giorgio Palmucci, presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi. “L’auspicio è che questa positiva esperienza possa aprire la strada per nuove soluzioni anche nel settore della farmaceutica”.

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