La tecnologia mette il viaggiatore al centro anche nel business travel: 4 strategie per renderlo protagonista rispettando le policy
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Chi viaggia è oggi al centro del proprio viaggio. Succede nel leisure, ma anche nei viaggi di lavoro: la tecnologia ha cambiato lo scenario, rendendo il traveller protagonista attivo e propositivo, e non più solo passeggero da trasportare, anche quando si muove per conto della propria azienda. Ciò pone alle aziende e alle agenzie di business travel una nuova sfida: cavalcare l’onda della cosiddetta “traveller centricity” e dare autonomia di scelta ai dipendenti, introducendo nel contempo strumenti e soluzioni che li guidino a fare scelte corrette, a viaggiare in modo efficiente e a ridurre lo stress legato alle trasferte.

Il tema è stato affrontato nel forum Il viaggiatore al centro. Il nuovo ecosistema del business travel organizzato da Carlson Wagonlit Travel a inizio giugno per una platea di travel manager aziendali, dove esperti e professionisti hanno fatto il punto sui trend di cambiamento e sulle prospettive di azione.

L’identikit del viaggiatore d’affari fra tecnologia e bleisure
Come prima cosa, l’identikit del nuovo viaggiatore d’affari. Lo ha disegnato Joseph Ejarque di Four Tourism, attribuendo ai Millennial, cioè la generazione dei dipendenti più giovani, un ruolo rilevante nella ridefinizione dei comportamenti di viaggio e della gestione della trasferta di lavoro. I più giovani sono social, sempre connessi, digitali per natura e sempre alla ricerca di strumenti tecnologici user-friendly per scelta. La loro propensione ai servizi digitali si sta trasmettendo anche ai viaggiatori meno giovani, del resto influenzati anche dall’evolvere degli strumenti a disposizione. Anch’essi sono diventati perciò protagonisti della gestione della propria trasferta, preferiscono fare da soli e avere molti canali e molte opzioni a disposizione.

I Millennial, ha detto Ejarque, stanno introducendo anche un altro trend, quello del “bleisure”, cioè l’integrazione fra il viaggio di lavoro e quello di piacere. Giovani (e meno giovani) vogliono oggi visitare la destinazione ove si recano per lavoro, farvi attività turistiche nel tempo libero, magari fermarvisi qualche giorno in più una volta terminati meeting e appuntamenti. Anche di questo, ha suggerito Ejarque, le travel policy delle aziende devono cominciare a tenere conto.

Il viaggiatore come cliente interno e la personalizzazione del servizio
In questo scenario le aziende devono considerare il proprio collaboratore che viaggia come un cliente interno: attivarlo e coinvolgerlo nel processo di pianificazione e gestione del viaggio significa motivarlo e creare valore. Su questo tema si è articolato l’intervento di David Jarach di Diciottofebbraio Aviation Advisory, che ha identificato come generatori di valore nel business travel fattori quali la flessibilità, la reportistica avanzata, la consulenza strategica, la rapidità e completezza delle risposte, l’assistenza H24, la sicurezza dei viaggiatori e l’accuratezza della travel policy. Tutti ambiti che si sviluppano grazie a un ecosistema di relazioni fondate sull’engagement sia nei rapporti tra aziende e agenzie di business travel sia tra aziende e clienti interni.

Le agenzie di business travel, ha detto inoltre Jarach, possono aiutare le aziende a sfruttare la tecnologia per personalizzare i servizi a misura dei loro clienti interni: con l’analisi dei dati di acquisto e comportamento di viaggio, per esempio, oppure con azioni di gamification per incentivare positivamente i cambiamenti di comportamento desiderati, o ancora utilizzando le app per dare immediatezza ai processi.

Le 4 strategie per mettere il viaggiatore al centro facendogli rispettare le policy
Come possono quindi le aziende mettere il proprio viaggiatore al centro del viaggio, motivarlo e coinvolgerlo, facendogli comunque rispettare le policy e gli obiettivi aziendali? Secondo Geraldine Valenti, direttore di CWT Solutions Group, le leve su cui agire sono 4: la formazione dei dipendenti sulle regole di viaggio; la comunicazione multicanale verso i viaggiatori; la gamification per promuovere le scelte di viaggio più corrette; l’ascolto dei propri viaggiatori e dei loro feedback attraverso sistemi strutturati, di cui il social network aziendale CWT Hotel Intel, che permette di raccogliere recensioni sugli alberghi, può essere un esempio.

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