Amadeus, qualche numero sulla travel industry del presente e del futuro
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L’industria dei viaggi nel suo insieme costituisce oggi il 10% del Pil globale, cui contribuisce con più di 7mila miliardi di dollari, e genera quasi il 10% dei posti di lavoro disponibili sul pianeta, occupando 276 milioni di persone. Il settore è in crescita ovunque, anche in Europa, nonostante la convalescenza del continente dalla crisi economica non sia ancora terminata; entro il 2030 saranno 1,8 miliardi le persone che ogni anno viaggeranno oltre i propri confini nazionali, con un incremento annuo del 5%.

Sono alcuni dei numeri con cui Francesca Benati, amministratore delegato di Amadeus Italia, ha dato inizio al Travel Technology Day 2015 che si è svolto ieri a Milano, presentando i più recenti dati (da fonte WTTC e PhoCusWright) a indicazione dello stato di salute del comparto e delle tendenze di sviluppo futuro.

Il valore del business travel
Il business travel, ha sottolineato la Benati, ha una quota rilevante all’interno del mercato: a livello globale ne detiene il 24% per un valore stimato in 1,8 triliardi di dollari, con una crescita del 4,7% fra il 2013 e il 2014. In Italia i viaggi delle aziende coprono il 19% del mercato e valgono 23 miliardi di dollari registrando, grazie alla crescente tendenza all’internazionalizzazione delle imprese, un +3,1% di incremento.

Lo sviluppo dell’online e la crossmedialità
Il trend dominante dell’industria dei viaggi è quello dell’online: in Europa il valore delle prenotazioni complessive ha raggiunto nel 2014 i 251 miliardi di euro, dei quali 110 sono stati generati da transazioni online, in aumento dell’8% rispetto all’anno precendente. La stima è che nel 2016, a fronte di un valore complessivo di 268 miliardi di euro, l’online arriverà a generarne 126. Lo sviluppo dell’online è prorompente ma, dice la Benati, “Cresceranno tutti i canali, anche l’offline. Il mercato sta quindi puntando sulla crossmedialità, cercando di equilibrare i canali per assecondare tutti i trend di sviluppo”.

L’Italia fatica, ma si distingue nell’online
Pesa il “nanismo” del mercato del travel italiano, il cui valore nel 2014 si è attestato sui 20 miliardi euro, a pari merito con la Spagna, contro i 55 miliardi della Germania, i 48 miliardi del Regno Unito e i 43 miliardi della Francia.
L’Italia, sottolinea Francesca Benati, fatica a uscire dalla crisi ed è un fanalino di coda in Europa per dimensione del mercato, ma si distingue per lo sviluppo dell’online, che nel 2014 è cresciuto del 10%, a fronte del 4% della Francia, del 6% del Regno Unito e dell’8% della Germania. Ci ha battuto la Spagna, dove l’incremento del valore generato dall’online è stato del 12%.

Il fenomeno del mobile, l’Italia in prima linea
Rilevante, all’interno dell’online, il fenomeno del mobile, che di anno in anno incrementa il proprio share di mercato: se nel 2014 le prenotazioni via mobile hanno raggiunto i 14,6 miliardi di euro, con uno quota del 13% sull’online complessivo, nel 2016 il valore generato sarà di 27,3 miliardi di euro, per uno share del 22%.
In Italia il mobile ha generato 372 milioni di euro nel 2014, con un incremento del 98% e un peso del 5% sul totale dell’online. Nel 2016 l’acquisto di viaggi tramite mobile avrà un incremento del 125% sull’anno precendente, fino a raggiungere, con 835 miliardi di euro, l’11% del valore dell’online.

Nel corso del Travel Technology Day Amadeus ha inoltre presentato lo studio Future Traveller Tribes 2030, che racconta come saranno i viaggiatori del futuro. Vedi qui le 6 tipologie di viaggiatori e i loro comportamenti di acquisto e di viaggio.

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